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I miei viaggi (col cuore) a Cracovia

Ho notato che molti utenti hanno una compagna / moglie polacca e questo li ha portati ad avvicinarsi per ovvi motivi alla Polonia e avere il desiderio di vivere lì.
No, la mia compagna è italiana come me e tutto è cominciato per condividere con lei l'interesse storico per quanto è successo agli ebrei nella seconda guerra mondiale.
Penso che molti abbiano vissuto l'esperienza della visita toccante e profondadella visita ai campi di concentramento e proprio Auschwitz credo sia fra tutti quello più conosciuto.
Così nel 2008 ci siamo recati per la prima volta a Cracovia solo per partire da lì ed andare ad Oswiecim (io chiedo scusa se scrivo cavolate ma il Polacco è proprio terribile!!!).


Premetto che siamo partiti col timore di trovare quell'immagine della Polonia che tanto è cara agli italiani, un po' come per gli esteri noi siamo solo mandolino e spaghetti (e mafia): una Polonia povera, tiste, un po' come quella dei due comici di Zelig (Cripstak e Petrectek) che adesso non sopporto più. Una Polonia fatta di miseria, di gente vestita male e senza soldi, di disservizi e difficoltà di ogni tipo.
Beh, la sorpresa è stata tanta quando ci siamo resi conto che in primis quella Polonia proprio non esiste e che Cracovia, scusatemi se mi permetto, dà 10 a 0 a città "meravigliose" come Parigi, Milano o Roma.
Nel primo viaggio siamo rimasti 3 giorni ma ci siamo detti che sarebbe stato bello ritornare.
E l'abbiamo fatto, ogni anno. Adesso, mentre scrivo, fatico a restare impassibile e a non lasciarmi andare ad una profonda tristezza se penso che proprio in questo momento là, nello Stare Miasto, c'è gente che passeggia e che fra 7 minuti il trombettiere suonerà il rintocco...
Sì, l'anno dopo siamo tornati come turisti. Chiusa la storia dei campi, siamo stati 4 giorni e abbiamo visitato quella che adesso a tutti gli effetti consideriamo la nostra città, il posto dove, giuro, agogniamo vivere più di ogni altra cosa.
Cracovia è stata una sorpresa sotto ogni punto di vista: è elegante, ordinata, pulita, storica, importante, curiosa, bella, bella e bella...
E si nutre di te. Perchè solo lì abbiamo provato la sensazione che sì, tu ti nutri di quel posto, delle immagini, della gente, dei sapori, degli odori ma la città si nutre di te e si svela lentamente, in ogni angolo, in ogni scala che scende sottoterra e piano piano ti fa suo. Quando ti rendi conto che ti ha preso il cuore è già troppo tardi: il desiderio di viverci ti ha già preso e lei si è impossessata di te.
Così dopo aver vivistato tutta (ma proprio tutta) la città, aver visto la Nowa Huta, la dama con l'ermellino, le chiese, i palazzi con gli infissi tutti rovinati (ma perchè?), dopo aver visitato i mercatini, aver sentito lo sferragliamento dei tram, dopo aver incrociato gli occhi della gente, dopo aver mangiato i Pirogi o una delle tante cose di cui forse non impareremo mai il nome, ci siamo resi conto con tristezza e un filo di disperazione, che da là non si ritorna più a casa, almeno col cuore.
Il sole che tramonta su Wavel e illumina la Vistola è un qualcosa che non si può spiegare. Ti fa venire da piangere e basta.
Abbiamo visitato quest'anno Zakopane (e non ci è piaciuta per niente), Częstochowa e Kalwaria Zebrzydowska, dove effettivamente abbiamo notato che le cose, uscendo da Cracovia cambiano e anche tanto.
Ma proprio uscendo, abbiamo scoperto, anzi abbiamo avuto conferma, di una cosa che avevamo sospettato dei Polacchi: il loro grande senso civico ed il rispetto per le persone e i posti.
Quella sorta di eleganza nel rispettare un treno, una panchina, una casa.
Mi spiego. Io non sopporto più, perdonatemi, un'Italia dove qualunque imbecille scrive "mi piace la pippa" su una paratia di un bus, dove c'è un graffito sulla facciata di un palazzo fatto da un grafico con la manualità di un elefante, non sopporto più di vedere treni sporchi, rotti e puzzolenti, non sopporto più di vedere gente che ti rompe le palle per strada.
In Polonia ho visto una ragazza stupenda passare con una minigonna vertiginosa, di notte, da sola, in mezzo ad un gruppo di uomini (polacchi) che non l'hanno neanche guardata. Qui da noi, forse come minimo le sarebbe arrivata una manata nel fondoschiena. Ho visto tram degli anni 60 puliti, ordinati, con le sedute perfette quando qui da noi un bus dura sì e no 3 giorni poi qualche idiota lo imbratta o lo rovina. Ho visto case semidiroccate ma pulite. Qui i palazzi vengono disegnati quando ancora li stanno costruendo.
Mi sono fatto in treno Reggio Emilia - Roma senza poter andare in bagno perchè tutti erano rotti o chiusi.
Sono tornato da Czestochowa su un trenino degli anni 50 i cui sedili sembravano nuovi. e nel bagno c'erano le salviettine per asciugarsi le mani!!!
Allora mi dico che abbiamo sbagliato tutto. Che i Polacchi dell'immaginario siamo noi e non loro.
Io e la mia compagna ci siamo detti che là, in quell'ordine mentale e reale, in quella quiete, in quell'equilibrio costruito sul rispetto, vorremmo proprio viverci.
Non è la Germania sbruffona, non è l'Inghilterra snob, non è la Francia nervosa, di sicuro non è l'Italia caciarona.
Là c'è un ordine mentale unico, un rispetto verso il prossimo e verso le proprietà comuni che qui in Italia non esiste.
Allora tanto di cappello ai Polacchi che vengono derisi da comici di medio rango. Quelli non esistono.
E non sono tristi. Anzi, Cracovia è una città allegra, viva, in continuo movimento.
Un italiano che ho conosciuto là e che vive proprio a Częstochowa mi ha detto che Cracovia è Cracovia e così non ce ne sono. Ci credo. Dopo aver visto solo due cittadine, ci credo.
Eppure quell'ordine interiore l'abbiamo visto anche là, anche se proprio a Czestochowa c'è un discreto mucchio di italiani e per certi versi si nota...
Ad ogni modo, ogni volta abbiamo fatto qualche giorno in più. Quest'anno una settimana piena, stancante, meravigliosa. E già pensiamo al ritorno.
Ci siamo interessati all'acquisto di un immobile per poterci tornare (proprio nella nostra casa) quando vogliamo e a tal riguardo posterò, disturbandovi, per chiedere consigli su come gestire un eventuale acquisto.
Il lavoro purtroppo è e rimane qui. Ho un posto di lavoro importante, con uno stipendio che là non troverei mai e poi non parlando una sola parola di polacco, trasferirsi è impossibile...
E ci sono i figli. Spostarli là ci sembrerebbe una violenza e non ce la sentiamo.
Se riusciremo a comprarci una casa dove tornare tutte le volte che potremo, quella ci basterà. Ci dovrà bastare.
Solo per rivedere quella meravigliosa piazza, solo per passeggiare la sera sotto la cattedrale col cielo pieno di rondini, solo per tornare al caffè Zapatek o nel nostro piccolo ristorante.
Poi, per la pensione, dovesse mai arrivare, vedremo...
So che molti di voi possono capire cosa si prova quando l'aereo stacca e ti porta via da là. Le immagini rimangono dentro, come i profumi ma Cracovia è lontana. O dentro di noi, non lo so.
Scusate questo lungo post, ma credo, con un sorriso, che forse questo forum sia l'unico posto dove poter parlare ed essere capito e dove stemperare un po' la mancanza di Cracovia.

Un caro saluto a tutti

Paolo

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