Pruszków

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geom.calboni
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Pruszków

#1 Messaggio da geom.calboni » giovedì 28 maggio 2009, 22:30

"E son 21..."
Così intitolava, a caratteri cubitali, il Corriere dello Sport il 7 maggio 1984 riferendosi alla conquista del 21° scudetto di calcio da parte della Juventus.
"E son 21 !"
Così, trionfante, asseriva il 9 maggio 2009 il geometra Calboni, riponendo sul tavolo l'ennesimo bicchierino di vodka polacca durante un grill in terra di Masovia.
dopo esattamente 25 anni, il numero 21, riporta di nuovo euforia.

...ON THE ROAD AGAIN...

VENERDI 8 MAGGIO:
L'ennesimo salto in Polonia era stato preventivato per far si che potessimo presenziare ad un matrimonio polacco nella regione lacustre della Masuria.
La solerte Alitalia, però, come regalo di nozze a noi invitati, ci scombina gli orari di partenza e di ritorno, scombussalando del tutto i nostri piani. La Cappa negativa, si sa, non va mai in vacanza. Anzi ci va. Con me.
Non ci perdiamo d'animo. Un week end in Polonia ci sta sempre bene. E poi...l'ultima volta fu a fine dicembre, troppo tempo è passato da allora.
In realtà cerco di non realizzare al meglio quello che mi aspetterà in questa 3 giorni polacca: una sorta di presentazione ufficiale alla famiglia.
Solo un anno fa, essere protagonista di una situazione del genere, era un'utopia lontana ed irrealizzabile. La vita invece, beffarda, si prende gioco di te in un secondo.
A parte la "giusta ed equa mancia" che lasciamo al tassista per raggiungere, in clamoroso orario antelucano, l'aeroporto di Peretola: 19,60 euro per circa 2 chilometri di viaggio!!!, con annesse ovvie bestemmie, approdiamo a Warszawa senza problemi.
Per la prima volta, all'uscita di un aeroporto, i tassisti , abusivi e non, non mi trattano da turista in quanto mi accompagno ad una persona originaria del luogo e non si azzardano minimamente a farsi avanti con le loro avances.
Tramite il classico bus 175 copriamo la tratta port lotniczy (aeroporto) - miasto (città).
Per la prima volta assisto ad un controllo biglietti da parte del personale in servizio al trasporto pubblico polacco. Per fortuna sono in compagnia e la mia opzione di fare "alla cosentina" , come discreta educazione raccomanderebbe, viene bocciata all'istante. Di conseguenza mi tocca porgere i validi titoli di corsa ai controllori senza farne scaturire poi alcuna colluttazione.
Abbandonato il 175, saliamo sul convoglio ferroviario suburbano WKD, che, dopo circa 20 minuti di viaggio pendolare affollatissimo, ci porta diritto alla nostra meta: la cittadina di Pruszków.
A piedi, complice la bella giornata, transitiamo per i lunghi vialoni cittadini. Sono un po emozionato, finalmente calco la scena di
Pruszków, in Polonia la mia corrispondente familiare di Cosenza.
Infiliamo un parco e ci addentriamo in un ufficio comunale. Bisogna sbrigare una pratica amministrativa da tempo e ne approfittiamo visto che ci passiamo davanti. Incasinatomi con il bagaglio all'ingresso, esordisco con un inconscio "***** macz!" che ammutolisce la sala. In Italia non mi comprende nessuno o quasi, lì, a casa propria, l'espressione è compresa da tutti.
In maniera plateale faccio il mio ingresso a Pruszków.
Giunge il momento clou della gita: l'arrivo a casa.
Il quartiere, in pieno stile regime, si presenta gradevole immerso nel suo verde. L'appartamento, risulta una piacevole novità. Solitamente, tutti gli appartamenti di architettura sovietica, sono piccoli e composti da una o due stanze più una zona cucina - cesso. Questa volta no. L'appartamento è composto da tre stanze, piccolo ingresso, una cucina a sè, il classico bagno sdoppiato (lavabo e doccia in una stanza, cesso mitteleuropeo nell'altra), un salone e un soleggiato terrazzino.
Un piacevole appartamento.
Il pomeriggio è dedicato alla conoscenza della città.
Lunghi viali alberati; ampi spazi verdi; un grazioso parco con lago artificiale che il bianco polline primaverile svolazzante ricopre,regalandogli una commuovente parvenza di lago innevato a maggio; un vecchio monumento comunista in rovina e oramai dimenticato tra le erbe; le strade centrali, la chiesa principale; i negozi di chiaro stampo provinciale; lo stadio dello Znicz, la squadra locale di calcio; i moderni palazzi balconati, tutto questo rendono Pruszków un posto non imperdibile da visitare ma di sicuro un luogo che emana un certo fascino: il fascino della provincia polacca.
Angoli davvero volgari non riesco a scorgene questa volta. Ne rimango deluso. Forse, essendo rientrato da qualche giorno dall'Albania, risulto oramai asseufatto dalla volgarità pura.
Per un concatenarsi di coincidenze: l'aver dormito tre ore la notte precedente; il viaggio; le emozioni; la camminata in città; le clamorose mangiate tra pranzo e cena degne di banchetti luculliani, la stanchezza prende il sopravvento.
Andrei davvero a trovare Morfeo (non il calciatore) ma...sono ospite e di conseguenza, via a casa di amici.
La coppia già ci aspettava. Le bevute sono subite servite e tra discorsi in italiano - polacco - inglese, risate e le classiche stronzate si tira un orario decente da potercelo far vidimare dal solito metronotte, nottambulo inguaribile , che ci riaccompagna a casa.
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Re: Pruszków

#2 Messaggio da geom.calboni » giovedì 28 maggio 2009, 22:31

SABATO 9 MAGGIO:
Svegliatici con la dovuta calma dal cane lupo polacco che gironzola impaziente di stanza in stanza, salto garbatamente la colazione. Sono già pieno dalle abbuffate precedenti.
Vista la splendida giornata, ci concediamo un'ulteriore passeggiata tardo mattiniera in città.
Catturano la mia attenzione alcune cose che non avevo notato il giorno prima.
A casa ci aspetta, dietro le spoglie di un pranzo celebrativo di compleanno questa volta, una tavola altamente imbandita. Non si possono rifiutare cotante pietanze polacche. E poi, ora abbiamo la possibilità di poter masticare queste cose, in futuro chissà. Ci diamo dentro.
Pieno come un'otre e con una pancia in pieno stile "Biafra", zoppico verso il balcone, dove mi sollazzerò per un pò.
Inizio a pensare: "che bello qui con il caldo; questo spazio verde qua sotto dove pascolano gioiosi bambini e cani; chissà come è d'inverno con freddo e neve; lo stile architettonico sovietico presenta in ogni quartiere spazi verdi; lo si critica ma da almeno questo punto di vista è positivo; in Italia o rari giardini pubblici o giardini privati, spazi verdi di quartiere quasi impossibile da trovare; lo stile architettonico sovietico; osserviamolo un po da vicino; perchè questi appartamenti sono così grandi rispetto a quelli canonici? come doveva essere la vita al tempo di Jaruzelski? " il mio vecchio pallino, quello di voler apprendere della vita ai tempi del Patto di Varsavia, si incunea nei mie pensieri "perchè non parlo polacco? ora avrei la possibilità di apprendere davvero alla fonte notizie interessanti; ehi!... una vecchia maluch Fiat; quanti ricordi di gioventù... doveva essere il mio primo miliardo"
il cane lupo polacco mi riporta alla realtà.
Siamo già in partenza, destinazione Milanówek. Un grill seral - notturno di amici ci attende.
La zona di Milanówek che ci ospita è un susseguirsi di casette private immerse nel verde. Ogni casa, il suo giardino. Mi piace questa zona.
Il grill è già partito e la comitiva naviga nell'allegria. Portate di carne, salsicce, parówki, si perdono. Un signor grill - party degno del mastro grigliaro per antonomasia, Pingo.
Per delicatezza, faccio finta di assaggiare qualcosa.
Sono l'unico straniero e di conseguenza l'unico italiano presente alla serata di gala.
Come ospite e come "familiare" di colei mi ha portato al grill non voglio fare la solita brutta figura e farmi subito riconoscere. Ergo, non posso rifiutarmi di bere.
Non è colpa mia. Loro mi riempiono il bicchiere. Sarebbe cattiva educazione rifiutare.
Vengo chiuso tra due allegri giovanotti : "Na zdrowie !", "Salute! "
A ripetizione.
Come quella volta nella campagna ungherese a bicchieri di Tokai, resto lucido fino a lla fine. Quasi.
La buona vodka polacca mi fa credere che siamo alla domenica e contatto l'Italia per sapere se posso partire con i festeggiamenti ufficiali per la promozione in serie C/1 del Cosenza: Vengo deluso. E' ancora sabato sera.
I polacchi bevono ed accompagnano con parówki, io butto giù solamente. E neanche, come da mia tradizione, gustando la vodka secca a piccoli sorsi. No. La faccio solo scendere, come da tradizione polacca.
Riesco a mantenere il conto dei bicchierini ingurgitati: 21.
In piedi,soddisfatto: "E son 21 !!!..." Tac, il sordo rumore del bicchierino sbattuto sul tavolo accompagna la mia esclamazione.
Il ricordo del 21° scudetto della Juve riaffiora sovrano nella mia mente: "lo scudetto; la festa per le strade di Cosenza; Platini; la prima pagina del Corriere dello Sport l'indomani..."
All'improvviso tutto si annebbia.
Mi trovo sbalzato 25 anni dopo a Milanówek. I commensali hanno quasi tutti abbandonato il banchetto. A fatica vengo caricato in macchina. Mi addormento all'istante. Mi risveglio a Pruszków. Mi chiudo nel cesso. Mi libero completamente per via orale. Erano circa 10 anni che non provavo più questa emozione. Crollo sul letto.

DOMENICA 10 MAGGIO:
Il rientro in Italia chiama.
Raggiungiamo l'aeroporto, sbrighiamo le formalità dei saluti e ci accomodiamo in aereo. Sono ancora nei fumi dell'alcool.
Sull'aereomobile, in piena vergogna, confesso la triste verità: "ieri...ho...vomitato"
"Lo sapevo. Me lo hai detto tu stanotte..."
Durante il cambio coincidenza a Fiumicino ci imbattiamo in Jena e Brunello di rientro da Malta. Sempre più luoghi di ritrovo questi aeroporti.
Ancorati a Firenze, non ho voglia di pagare nuovamente 20 euro di taxi. Vince la mia opzione, farsi i circa 2 chilometri misto autostrada - strada statale a piedi con la valigia.


Lo scrissi tempo fa in un altro resoconto sulla Polonia:
"Questa,almeno per un po’,è l’ultima volta che metto piede in Polonia.Non posso tornare così spesso sempre negli stessi posti”.
Non riesco mai a mantenere questa promessa.
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