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Trasferirsi in Polonia è la scelta più giusta?
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Scritto da Emilio Pontillo   
Domenica 04 Luglio 2010 21:44

Chi l'avrebbe mai detto, anni fa, che gli italiani si sarebbero trasferiti in Polonia a cercar fortuna?
Non parliamo di ingegneri della FIAT o della Indesit, grandi aziende italiane affermate da tempo nel territorio polacco, ma stiamo parlando della nuova generazione di italiani, dei classe '70 e '80, quelli dei contratti a progetto, dei call-center, di coloro che non hanno più diritti e che non vedranno mai la pensione.
La nuova generazione, lo sappiamo, è la protagonista nonché vittima di un decadimento economico, sociale e culturale di quello che una volta era il bel paese, nessuno scende più in piazza a rivendicare i propri diritti come avveniva negli anni '60, molti accettano loro malgrado la situazione per com'è, alcuni invece no decidono di partire per nuovi lidi, ovvero prendono parte alla cosiddetta "fuga di cervelli".
La Polonia è diventata una di queste mete, non certo la principale e la più ambita, ma dove alcuni italiani hanno deciso comunque di emigrare grazie soprattutto agli affetti che li legano a questa terra, dove ci sono si i polacchi che emigrano ancora per l'Inghilterra o l'Irlanda (in Italia non conviene più) ma dove ci sono molti che decidono di tornare.
Spesso il profilo di chi decide di trasferirsi nella terra di Chopin, di Karol Wojtyła e di Solidarność ha già lì degli importanti affetti, chi la ragazza (o il ragazzo), chi la moglie (o il marito) che non vedendo sbocchi in Italia decidono di trasferirsi nel paese della propria metà, oppure è figlio di una coppia mista italo-polacca e cresciuto come "bilingue perfetto" e dove c'è quindi un vero legame di sangue.
Chi viene qui spera in qualcosa di nuovo, in un lavoro interessante o in un nuovo business, magari legato all'Italia che consenta loro di vivere in un posto affascinante e dinamico, ma non sempre si riesce a trovare quello che ci si aspetta.
Ma non è tutto rose e fiori, le problematiche che incontra un italiano in Polonia sono molteplici: innanzi tutto quello della lingua, vivendo in Polonia si parla polacco, così come chi vive in Italia deve parlare in italiano, sia per motivi di lavoro che per la vita quotidiana.
Il polacco non è però l'inglese, è alquanto ostico, completamente differente dall'italiano, non è una lingua per cui si è portati, occorre studiarla alacremente, in Italia è però difficile prepararsi a causa della scarsa offerta di corsi, ma soprattutto per la scarsa tendenza degli italiani a imparare le lingue straniere (parliamoci chiaro, per gli italiani sarebbe comodo se tutto il mondo parlasse in italiano e ciò include la Polonia).
Secondo, la Polonia non è l'Inghilterra o gli USA. Non esiste ancora una ricezione particolare degli stranieri nelle aziende, ad eccezione delle grandi multinazionali. Se si vuole lavorare normalmente come un polacco, occorre parlare la lingua locale (e qui ci si collega al punto uno), con il semplice inglese le possibilità diminuiscono in maniera drastica.
Un'alternativa potrebbe essere quella di lavorare per aziende italiane, ma prima o poi si dovrà uscire dall'ufficio, fare la spesa o andare a mangiare fuori i pierogi, come ci si può interfacciare con i polacchi senza conoscere la lingua locale?
Terzo, gli stipendi. Chi si aspetta gli stipendi che ci sono in Italia, si sbaglia. E' vero che il tenore di vita è più basso che in Italia, ma sentirsi offrire 2.000 zl netti spesso fa storcere il naso e in effetti chi nel bel paese accetterebbe 500 € al mese? Vivendo in Polonia bisogna sapersi accontentare.
Quarto, lo stile di vita. I polacchi hanno abitudini e stili diversi da quelli degli italiani, la vita è molto diurna, non esiste il concetto della "passeggiata in centro", gli orari, il cibo, il clima, le abitudini sono differenti.
Gli italiani che vogliono trasferirsi qui sono propensi ad adeguarsi alla vita da polacchi? Non tutti, ecco quindi che si creano le comunità di italiani, le comunelle che fanno fatica a integrarsi e che preferiscono creare un circolo chiuso come se si vivesse ancora nella nostra bella penisola.
Quinto, vivere con i polacchi. Gli italiani in Polonia sono degli immigrati e non i padroni, come lo sono i polacchi in Italia, tuttavia ci sono italiani all'estero convinti ancora di vedere il polacco come una persona inferiore (mi riferisco comunque a una minoranza), povera, mentre l'italiano è il colonizzatore, colui che ha portato ricchezza nell'arretrato Est (a proposito, la Polonia è in Europa Centrale). Insomma, non tutti gli italiani si rendono conto della grande ospitalità dei polacchi e del loro senso civico.
Ricapitolando, il profilo ideale di un italiano in Polonia è quello di uno che parla polacco, che vive con i polacchi e che si adegua alle loro abitudini, regole e tradizioni.
Se questo profilo è conforme, allora in Polonia ci si può sentire davvero a casa.

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Ultimo aggiornamento Lunedì 14 Novembre 2011 17:23
 

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