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Cambiare tutto per non cambiare niente, si direbbe nel mondo politico, ma si può applicare anche questa inquietante frase a ciò che succede in Polonia da 10 anni a questa parte? Per chi, come scrive, ha avuto modo di vedere e vivere questo paese in tutti questi anni, potrà sicuramente guardarsi alle spalle e riflettere su quante trasformazioni ci siano state, quante ce ne sono e su quante ce ne saranno ancora. Attenzione, qui si sta parlando di cambiamenti ma non necessariamente di progressi, quella è una libera interpretazione che lascia il tempo che trova. E' vero che, sotto gli occhi di molti, ci sono stati dei cambiamenti in positivo ma sotto certi aspetti questo paese ha subito una notevole involuzione che potrebbe non arrestarsi. E' bello vedere l'ingresso in Shengen, la libera circolazione, il non doversi fermare in confini una volta ritenuti avamposti verso la libertà, dove una volta c'erano soldati armati, questa è un'apertura che ha solo giovato sotto diversi aspetti. Dopotutto, i polacchi sono poi un popolo di emigranti come gli italiani, per cui l'abbattimento dei confini ha reso più semplice l'emigrazione verso la Germania, l'Irlanda e l'Inghilterra, nuovi lidi che, in alcuni contesti, possono chiamarsi Polonia 2. Tuttavia, si può ritenere in evoluzione un paese dove la nuova generazione va ancora all'estero a cercar fortuna? E' vero che per una parte dei polacchi ci sono maggiori prospettive nel proprio paese, ma se il flusso migratorio non tende ad arrestarsi, allora vuol dire che nel meccanismo c'è ancora qualcosa che non funziona. E' vero che adesso molti di essi sono tornati a casa, ma forse più per la crisi degli altri paesi che i giovani polacchi hanno preferito intraprendere la via del ritorno. Insomma, non ne valeva più la pena. In particolare, quanti polacchi vogliono ancora trasferirsi in Italia, visto che sono gli stessi italiani ad andarsene? Pochi, se non si considerano che hanno legami affettivi nel nostro paese. Ma concentriamo i temi di questo articolo su alcuni degli aspetti più tangibili, ovvero i trasporti, l'energia e l'ambiente. Gli argomenti potrebbero spaziare in maniera smisurata, ma è in questo articolo vogliamo concentrarci su alcuni settori per avere da subito un quadro di quanto sta accadendo. Da premettere che, chi scrive, conosce particolarmente bene la Slesia, ovvero la zona più industrializzata e inquinata di tutto il paese nonchè una delle più densamente popolate, è una premessa importante per capirne il punto di vista.
ENERGIA Senza dubbio, in inverno, l'opprimente odore dei camini si è affievolito ma c'è ancora molto da fare. C'è ancora gente che, pur di scaldare casa, brucia la qualsiasi pur di risparmiare e un vero paese in evoluzione dovrebbe avere dei controlli rigidi anche su questo tipo di emissioni. E' vero però che gli interventi sugli edifici con il metodo del "cappotto" sono molto utili mentre in Italia si vede solo in alcune aree. Molti edifici, sia i blok socialisti che le vecchie kamienice vengono progressivamente rivestiti di strati in materiale sintentico che garantiscono un'efficienza energetica notevole oltre a un piacevole effetto estetico. Quanti polacchi che vivono in Italia si lamentano che le case italiane sono fredde? E' un assoluto paradosso che ci si senta maggiormente a proprio agio in una casa polacca che italiana nel periodo invernale, soprattutto considerando le diverse condizioni climatiche. Le energie rinnovabili sono ancora parecchio indietro ma, soprattutto da un paio d'anni a questa parte, la sensibilizzazione è sempre più accentuata, un po' come in Italia qualche anno fa. Capita sempre più spesso di vedere case con impianti solari mentre quelli eolici sono installati solo saltuariamente (arrivando in macchina o in treno dalla Germania o dall'Austria, la differenza è palese), ma l'aria che tira porta a immaginare un sostanziale cambiamento nel medio termine. Scandaloso però che non esista ancora una normativa che incentivi l'installazione di pannelli solari, anche in paesi meno sviluppati ci sono stati interventi di questo tipo, mentre in Polonia molte aziende aspettano proprio questa novità legislativa per investire in maniera importante sul territorio. Anche la progressiva sostituzione di centrali dal carbone alle biomasse porteranno a un radicale cambiamento della qualità ambientale di quello che comunque resta uno dei paesi più inquinati di tutta Europa. Attualmente, ancora il 95% del proprio fabbisogno di elettricità e l'80% di quello relativo il riscaldamento arriva dal carbone e la percentuale sembra ben salda, anche perchè si tratta di materiale autoctono estratto dalle numerose cave presenti soprattutto in Slesia. Si può definire un paese in progresso uno che vede sostanze fossili come unico mezzo per il fabbisogno energetico? Kyoto parla chiaro, gli interventi devono esserci. E' però vero che, secondo dati governativi, il territorio polacco fino a fine 2007 era costituito per il 28,9% da foreste (circa 9 milioni di ettari), sono presenti 23 parchi nazionali (1% del territorio nazionale) e 120 parchi naturali (8% del territorio), inoltre buona parte del territorio è sotto l'obiettivo di Natura 2000. Ciò consente un'importante salvaguardia del territorio e uno sviluppo controllato secondo criteri conformi alle normative ambientali.
TRASPORTI
TRASPORTO SU GOMMA Ciò che invece non solo non migliora ma tende clamorosamente a peggiorare è il tema legato ai trasporti. Durante il socialismo, essendoci poche alternative, la gente era portata a usare i mezzi pubblici. Un paese in evoluzione avrebbe dovuto sopportare il passaggio con un miglioramento dell'efficienza del trasporto pubblico, soprattutto quello legato al ferro. Ciò che invece si vede è una sempre più massiccia importazione di vecchi catorci più che altro dalla Germania, sempre meno idonee alle sempre più restrittive norme anti inquinamento degli altri paesi che li porta a scaricare ferri vecchi in altri come la Polonia dove le norme sono più elastiche. La gente, dopo i trasporti fatiscenti del socialismo, vuole compensare con la possibilità di avere un mezzo proprio e confortevole, motivo per cui predilige l'acquisto di una macchina privata piuttosto che optare sui mezzi pubblici, ma ciò è stato causato anche da una mancanza di offerta da parte degli enti pubblici che non hanno saputo proporre dei servizi adeguati. Il risultato è una rete stradale clamorosamente congestionata, fomentata da una quantità spaventosa di pericolosissimi TIR il tutto su strade fatiscenti su cui si creano gli immancabili binari (solchi sulla strada causate dal peso degli automezzi) assolutamente duri a morire. Non per nulla, in Polonia il tasso di mortalità sulle strade è stabilmente fra i più alti in Europa.
AUTOSTRADE Di certo i miglioramenti saranno evidenti quando gli attuali progetti verranno ultimati: l'autostrada A1, che collegherà il confine ceco a Danzica, prevede ancora alcuni anni di lavoro prima di collegare il nord e il sud del paese, mentre in stato più avanzato sono i collegamenti est-ovest. La A2, che attualmente collega Poznań a Łódź, dal confine tedesco dovrebbe arrivare entro il 2012 fino a Varsavia (curioso che una capitale di tale importanza non sia ancora attraversata da alcuna autostrada), mentre si dovrà aspettare ancora un po' per raggiungere il confine bielorusso. Quella in stato più avanzato è la A4, ovvero quella più a sud che collegherà il confine tedesco con quello ucraino. Attualmente attraversa Wrocław, Opole, Katowice e Cracovia e che entro il 2012 dovrebbe arrivare fino a Rzeszów.
FERROVIE Proprio in questo periodo da un lato si promuovono progetti di linee ad alta velocità alla stregua della Freccia Rossa italiana, da un altro elimina sempre più collegamenti ferroviarii in quanto ritenute poco redditizie. Alcuni esempi? A Zamość, bellissima città patrimonio UNESCO, non ci si arriva più in treno, quindi o la si raggiunge in autobus o macchina. A Gliwice, seconda città della Slesia per grandezza, con un centro molto carino e sede di un grande polo industriale, mentre in tutti i paesi costruiscono e promuovono l'uso del tram come mezzo efficace contro il traffico e soprattutto ecologico, lì vengono liquidati e le rotaie immediatamente disarcionate, quindi, tutti in macchina o in autobus. Gliwice per fortuna non è l'esempio didattico nè tanto meno è quello da seguire, in altri paesi le linee metropolitane fanno progressi, soprattutto nelle città principali dove l'utilizzo di mezzi privati può apparire anche superfluo vista l'efficienza dei servizi. In città come Varsavia, Cracovia e Wrocław chiunque può muoversi tranquillamente e con relativa velocità senza avere l'obbligo delle quattro ruote private. In altre città come Tychy è stata recuperata una linea non più adibita ai collegamenti pubblici da ben 30 anni e ora collega il centro città con Katowice con treni tipo FLIRT modernissimi e confortevoli, sebbene gli stessi treni sono stati progressivamente destinati ad altre linee più frequentate col rischio di ridurre l'iniziativa a una bolla di sapone. Ma la gente per fortuna non sta a guardare, vuole strade sicure e un efficiente sistema ferroviario, non per nulla sono nate iniziative come TIRy na tory (ovvero TIR sui binari) con l'obiettivo di spingere il trasporto merci su ferro, così come si vorrebbe un miglioramento del trasporto pubblico sul ferro e strade sicure senza incroci suicidi e strade con buche e solchi, ma in tutti questi casi gli interventi dovrebbero essere sostanziali, decisi e soprattutto definitivi.
AEREI Di positivo c'è sicuramente lo sviluppo delle linee low cost, che ha facilitato non poco i flussi verso altri paesi. Come Italia-Polonia facciamo particolare caso ai collegamenti con l'Italia e lo sviluppo di aeroporti prima limitati come quelli di Katowice, Poznań, Wrocław, Danzica e la crescita di quelli di Varsavia e Cracovia, hanno senza alcun dubbio facilitato la vita a molti passeggeri. Fino al 2002, i voli low cost da e verso l'Italia erano pressochè inesistenti, anche se quel periodo corrispondeva agli albori del nuovo modo di concepire i voli. Poi la presenza di nuove compagnie ha notevolmente arricchito l'offerta che un tempo si limitava per lo più alle compagnie di bandiera. Punto negativo è la scarsa offerta di voli interni, quasi tutti infatti prevedono uno scalo a Varsavia e non è praticamente possibile andare direttamente, ad esempio, da Katowice o Cracovia fino a Stettino o Danzica.
EURO 2012 Non si può non citarla, la tappa agonistica sta diventando un punto cruciale per la crescita in Polonia. Molti obiettivi come le già citate infrastrutture nonchè gli avveniristici stadi hanno tutti quello immediatamente precedente la data di inizio della rassegna europea. La domanda cruciale è sempre "ce la faranno per EURO 2012"? Gli investimenti sono tantissimi, i soldi che girano anche, il paese è un cantiere aperto dove si lavora più o meno alacremente. Basti considerare che, sebbene siano 4 gli stadi in cui verranno ospitati gli incontri, ovvero Varsavia, Poznań, Wrocław e Danzica, anche negli stadi di Cracovia e di Chorzów ci sono interventi alquanto sostanziali. A questi vanno aggiunte le aree ricettive, ovvero quelle che ospiteranno o che stanno concorrendo per ospitare le squadre per gli allenamenti e i pernottamenti, per non parlare dell'intensa mole di persone che verranno impiegate per l'organizzazione del torneo. Naturalmente siamo tutti curiosi di vedere cosa accadrà sia durante che dopo.
In una nota commedia polacca di Bareja, Stanysław Tym conclude con la frase "Zmiany, zmiany, zmiany", ovvero "cambiamenti, cambiamenti, cambiamenti". Pur trattandosi di un film del 1978 e pur essendoci contesti sostanzialmente diversi, la frase è più che mai applicabile agli scenari odierni.
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