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Cinema polacco

Hall of fame di Międzyzdroje - Monumento ad Andrzej Wajda

 

Il "cinema polacco" è famigerato in Italia per essere particolarmente "triste" e "impegnato".
Si ha infatti l'immagine di scenari grigi e riservati a un cinema di qualità, non per le masse, insomma, da veri e propri amanti del cinema che adorano i ritmi lenti.
Saranno state forse le gag di Zelig a fomentare questo sentimento, ma in effetti è uno stereotipo che esiste da diverso tempo.
In verità il cinema polacco ha offerto una vasta gamma di opere di alto livello e una varietà di generi che lo pone sicuramente al top dello scenario mondiale, questo grazie soprattutto a grandi maestri come Krzysztof Kieślowski, Andrzej Wajda, Roman Polański e Krzysztof Zanussi.
Soprattutto il secondo e il terzo godono tutt'ora di una grossa popolarità internazionale già da diversi decenni e coronata negli ultimi anni da grandissimi capolavori (come Katyń e Il Pianista) che hanno portato a grandi riconoscimenti.
Molte di queste opere sono molto critiche verso il regime socialista polacco del periodo fra il dopoguerra e gli scioperi. Alcune di queste hanno visto la luce in Polonia soltanto dopo la fine degli scioperi e l'avvento di nuovi scenari politici.
Andrzej Wajda ha saputo raccontare una figura come Lech Wałęsa nel film Człowiek z żelaza (Uomo di ferro) nel pieno periodo di Solidarność (in cui lui stesso era uno degli esponenti) e, soprattutto, un momento storico drammatico come quello della strage di Katyń, che lo coinvolse direttamente.
Anche Roman Polański, nel film Il Pianista racconta un periodo che lo coinvolse direttamente come quello delle deportazioni e del Ghetto di Varsavia, in quanto di famiglia ebraica. Uno dei suoi pochi film girati in Polonia è "il coltello nell'acqua", datato 1962.
Proprio i due registi hanno collaborato nel film teatrale Zemsta (Vendetta), con la regia di Wajda e con Polański fra gli attori protagonisti.
Krzysztof Kieślowski, nelle sue opere, ha raccontato diversi spaccati della Polonia nei suoi vari cortometraggi. Anche nel suo Decalogo, interamente girato in Polonia, si possono notare elementi paesaggistici tipici del territorio che conferiscono alle scene un aspetto caratteristico. Ma è stato il suo Tre Colori a portarlo alla ribalta del cinema internazionale.
Krzysztof Zanussi ha colpito molto per la sua personalità decisamente meno eccentrica dei suoi colleghi. Il fatto di essere un distinto signore in giacca e cravatta, nonchè professore presso l'università di Katowice, lo rende una figura del tutto particolare.
Fra le sue tante opere, di particolare interesse sono i film Persona non grata e Il sole nero, con titoli originali in italiano e girati in parte in Italia.
Ma il cinema polacco vanta nel suo repertorio tante piacevoli commedie anche particolarmente esileranti.
La comicità del cinema polacco la si nota soprattutto nei film di Stanisław Bareja, il quale ha saputo raccontare in maniera assolutamente grottesca la Polonia del comunismo, con situazioni che un italiano a volte fa davvero fatica a capire.
Certi simbolismi, come l'orsacchiotto di Miś o il maiale di Co mi zrobisz, jak mnie złapiesz?, rappresentano infatti, insieme alle scene, l'assurdità del periodo.
Altri film sono passati alla storia del cinema polacco come Rejs, ambientato su una nave, i cui dialoghi, in Polonia, sono diventati degli autentici "cult".
La maggior parte degli attori storici del cinema polacco ha collaborato con Bareja, in particolare Alternatywy 4 è passato alla storia non solo per la particolare esileranza del film, ma anche per l'ingente numero di attori che si sono progressivamente affermati fra i principali protagonisti della commedia polacca.
A questi si aggiunge Stanisław Tym, presente in vari film come i già citati Miś, Rejs, Co mi zrobisz, jak mnie złapiesz, Jerzy Stuhr, famoso attore e regista che ha collaborato più volte con Kieślowski e Krzysztof Kowaleski, protagonista in buona parte delle commedie polacche, soprattutto a inizio carriera.
Nella storia del commedia polacca non mancano riferimenti all'Italia e ai suoi costumi. Nel film Nie lubię poniedziałku (non mi piacciono i lunedì), una delle tante piacevoli commedie sul periodo socialista, uno dei protagonisti è Francesco Romanelli, interpretato da Kazimierz Witkiewicz, ovvero un imprenditore italiano smarritosi a Varsavia per una serie di casualità e finito per innamorarsi di una polacca.
Un altro film con chiari riferimenti all'Italia è Giuseppe w Warszawie (Giuseppe a Varsavia), commedia del 1964 ambientata nella seconda guerra mondiale, in cui il protagonista, interpretato da Antonio Cifariello, è un soldato italiano che, perdendo la propria arma, si rifugia in casa di Maria, una varsaviese che collabora con i partigiani nel periodo precedente la Rivolta, prendendone alla fine parte.
Infine, una citazione sui luoghi comuni italiani la si può notare in Jak rozpętałem drugą wojnę światową, esilerante commedia ambientata durante la seconda guerra mondiale, in cui il protagonista (ovvero Franek Dolas, interpretato da Marian Kociniak), gira il mondo e si interfaccia con popolazioni di tutto il mondo, incluso pigri e spensierati soldati del periodo fascista.
Sulla Aleja Gwiazd di Międzyzdroje (ovvero la Walk of Fame polacca), piccola località sul Baltico dove si festeggia ogni anno il Festival del cinema europeo, si possono ammirare le impronte dei principali attori e registi del cinema polacco, a cui si aggiungono la statua in bronzo di Jan Machulski con la sua immancabile tromba delle commedie Vabank e Vabank II czyli riposta e quella, seduta su una panchina, di Gustaw Holoubek, importante attore teatrale e cinematografico.

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