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Andrzej Wajda
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Scritto da Emilio Pontillo   
Giovedì 17 Aprile 2008 16:55

Hall of fame di Międzyzdroje - Monumento ad Andrzej Wajda

 

Andrzej Wajda è uno dei principali esponenti nell'illustrazione della storia e della politica polacca nel dopoguerra, nonchè vincitore, nel 2000, del premio Oscar alla carriera.

Il 17 settembre del 2007, a 68 anni esatti dall'invasione sovietica nella Polonia dell'Est, esce Katyń, un film che ha fatto parecchio discutere in cui il regista racconta il massacro nella Foresta di Katyń ad opera della polizia segreta sovietica e che vede, fra i protagonisti, il padre del regista, Jakub, anche lui rimasto ucciso nel massacro.
La sua ultima opera è un intreccio di storie legate ai martiri e reduci di Katyń, nonchè alle loro famiglie, circondate da russi nella Polonia dell'est e dai tedeschi ad Ovest, si narrano quelle che sono state le menzogne, le emozioni e la drammaticità di un autentico sterminio.
Nel massacro, sono stati uccisi circa 22.000 ufficiali polacchi tramite colpi di pistola alla nuca, le cui fosse comuni furono prima scoperte dai tedeschi nel 1943 e usate da Goebbels per creare discrepanze fra gli alleati (inglesi e sovietici si erano alleati e il governo polacco era esiliato a Londra), stessa cosa fecero, in seguito, i sovietici, scaricando le colpe sui tedeschi.
Il film è stato candidato all'Oscar 2008 come miglior film straniero (premio poi vinto dall'austriaco Stefan Ruzowitzk con il falsario), trionfatore alle Aquile (premi dell'accademia polacca come miglior film straniero) con 11 nomination e vincitore di sette premi.

Nella sua filmografia, è presente una miniserie data da Człowiek z marmuru (uomo di marmo) e Człowiek z żelaza (Uomo di ferro).
Il primo è ambientato nella Nowa Huta (quartiere di Cracovia) ancora in costruzione.
Siamo negli anni '50, dove era molto forte il sentimento socialista e la voglia di costruire per dare una casa a tutti.
La figura principale è quella di Mateusz Birkut, interpretato da Jerzy Radziwiłowicz, operaio di particolare dedizione che riesce a raggiungere un record di 30.000 mattoni messi su in un turno lavorativo insieme alla sua squadra, il che lo porta a compiere una importante carriera volta soprattutto ad aiutare i muratori a costruire nel migliore dei modi.
Tuttavia un incidente alle mani e amicizie sbagliate lo portano via via a perdere la posizione guadagnata ma non il prestigio e la riconoscenza del popolo.
Proprio per la sua importante figura, Agnieszka, interpretata da Krystyna Janda, per il suo diploma di laurea intende girare un film su di lui, motivo per cui ricostruisce la sua storia sia con vecchi documentari che intervistando i personaggi a lui più vicini.
Nel film ci sono spezzoni girati a Huta Katowice, Cracovia centro e Zakopane.
Viene intitolato "Uomo di marmo" in virtù di una scultura proprio a lui dedicata e finita però in uno scantinato.
L'uomo di ferro è invece il figlio, Maciej Tomczyk, anch'essi interpretato da Jerzy Radziwiłowicz, ovvero un operaio dei cantieri navali di Danzica che si afferma come uno dei principali artefici del movimento di Solidarność.
Questa volta è Winkel, interpretato da Marian Opania, la figura che cerca informazioni sul protagonista.
Winkel è un giornalista con problemi di alcool e 10 anni prima aveva scritto un articolo proprio sul padre, motivo per cui viene assunto dai dirigenti polacchi con l'obiettivo di raccogliere informazioni sul Tomczyk allo scopo di screditarlo verso l'opinione pubblica.
Durante le sue indagini, viene a contatto con le persone a lui più vicine, come Dzidek, interpretato da Bogusław Linda, ovvero un suo compagno di università, la stessa nonna e Agnieszka (Krystyna Janda), che alla fine di Uomo di marmo lo conosce per poi sposarlo.
Al film partecipano gli stessi Lech Wałęsa e Anna Walentynowicz, interpretando loro stessi e sono presenti alcune immagini di repertorio riguartanti proprio il periodo degli scioperi.
Questo film ha ottenuto la Palma d'oro ed è stato candidato all'Oscar.
Entrambi i film sono particolarmente critici verso il sistema socialista del tempo, tuttavia mentre Uomo di marmo presenta dei tratti a volte grotteschi, Uomo di ferro evidenzia particolarmente la drammaticità e il clima del periodo degli scioperi ai tempi di Solidarność.
Una particolare menzione merita l'interpretazione di Krystyna Janda, agli esordi in Uomo di marmo ma dove interpreta egregiamente il ruolo di una studentessa e potenziale regista fuori dagli schemi e vogliosa di scoprire la verità.

Danton è un film ambientato nel periodo successivo alla rivoluzione francese. Si riferisce alla figura di Georges Jacques Danton (interpretato da Gerard Depardieu), uno dei protagonisti della rivoluzione che, dopo aver vissuto un periodo lontano dalla ribalta e soprattutto dal Comitato di salute pubblica, organo del governo della neonata Repubblica francese, ritorna a Parigi e trama contro i loro rappresentanti in quanto lontani dal volere del popolo.
Nel film si contrappone la figura di Robespierre (interpretato da Wojciech Pszoniak) che lo fa imprigionare, processare per poi farlo impiccare in pubblica piazza.
Sebbene nel film recitino diversi attori polacchi come Bogusław Linda e Marek Kondrat, è girato interamente in Francia e in lingua francese, in quanto girato nel periodo in cui in Polonia vigeva la legge marziale.

Zemsta (La Vendetta) è un film del 2002, estratto da una commedia del poeta polacco Aleksander Fredro.
La storia è ambientata nell'800, narra di una eterna disputa fra due vicini, i quali dividono un antico castello (il film è stato girato presso il castello di Ogrodzeniec, in Slesia), che coinvolge sia le rispettive famiglie che i cortigiani.
Storie d'amore, di tradimenti, di limiti territoriali, il tutto porta a continue rivalse fra i due proprietari del castello.
In particolare risalto è il ruolo di Papkin, interpretato dal famoso regista Roman Polański (che in questo film si dimostra anche un valido attore), ovvero un impacciato ambasciatore, continuamente coinvolto nelle vendette fra le due famiglie.
Il film è una continua opera teatrale, tutti i dialoghi sono caratterizzati da rime, poesie e citazioni di importanti protagonisti della letteratura polacca del periodo.

Il suo ultimo film è Tatarak, datato 2009. L'opera è tratta dagli ononimi racconti di Jarosław Iwaszkiewicz, in cui si narra di una donna, inconsapevolmente ammalata, delle cure del marito medico e dell'affetto verso un giovane del luogo.
Nella storia si inseriscono lunghi monologhi dell'attrice protagonista, interpretata da Krystyna Janda, che proprio durante la registrazione del film, perde il marito.
Proprio in questi appare più volte il set del film e lo stesso Andrzej Wajda.
"Tatarak" è il nome polacco del calamo aromatico (Acorales Reveal), ovvero una pianta erbacea che cresce sulle rive dei fiumi e dei laghi, molto diffusa in Polonia. Secondo i racconti di Iwaszkiewicz, questa pianta, dall'odore dolciastro, alla sua radice, trovandosi fra la pece, emane un tetro odore di morte.

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