| La battaglia di Montecassino e il Generale Władysław Anders |
| Scritto da Andrea Donato | |||||
Pagina 1 di 3 ![]() Questa volta per il mio articolo di storia ho deciso di scrivere della Battaglia di Montecassino. Combattimenti che si sono svolti in Italia, in provincia di Frosinone, poco conosciuti dagli italiani, ma famosi per i polacchi; tanto che in Polonia alcuni monumenti e via sono dedicate al conflitto combattuto da numerosi polacchi, soprattutto nella quarta fase della battaglia, decisiva per la vittoria degli Alleati.
Come appena accennato, la guerra fu in realtà divisa in quattro battaglie. Queste lotte avevano l’intenzione di fare breccia nella Linea Gustav e assediare la capitale italiana per ricollegarsi con le altre truppe alleate. La linea Gustav tagliava l’Italia in due nel punto più stretto della penisola: dalla foce del Garigliano al Fiume di Sangro, passando appunto per Cassino. Gli eserciti contrapposti si impegnarono da gennaio a maggio del 1944 in un’area di un paio di decine di km quadrati che comprendeva la città di Cassino, la valle del Liri e i rilievi che portano all’Abbazia di Montecassino. Distrutta da un terremoto nel 1349, ricostruita poco dopo, l’Abbazia nel periodo della battaglia, si presentava con il suo aspetto barocco napoletano grazie alle decorazioni pittoriche del XVII secolo. Purtroppo, (come vedremo in seguito) sospettando della presenza di reparti tedeschi, nel febbraio del 1944 fu sottoposta ad un bombardamento delle truppe alleate. Fortunatamente gli archivi e i preziosi documenti bibliografici erano stati messi al sicuro. Subito dopo la fine della guerra l’abbazia fu restaurata riproducendo l’esatta architettura dell’Abbazia, fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia. La prima battaglia iniziò il 12 gennaio 1944. Prevedeva due attacchi, uno ai lati del fronte e uno, principale, al centro dello stesso. La mattina del 12 gennaio, forze della Francia Libera, organizzazione voluta dal generale Charles de Gaulle dopo l’invasione tedesca in Francia e l’instaurazione del governo di Vichy nata per combattere gli invasori, attaccarono a nord ma vennero respinti, mentre altre forze francesi riuscirono a conquistare il monte Monna Casale. Nei giorni successivi vennero occupati altre zone con l’aiuto della 36esima Divisione della fanteria americana. Il 16 gennaio truppe marocchine della Francia Libera non riuscirono ad espugnare i tedeschi sul monte Santa Croce. Sull’altro fianco, invece, le divisioni inglesi riuscirono ad avere facile ragione delle forze tedesche e riuscirono ad assicurarsi una testa di ponte sicura sulla riva del Garigliano. Intanto, le forze tedesche, iniziarono ad affluire nella zona di Cassino grazie ai paracadutisti che in due giorni di duri combattimenti uccisero quasi due mila americani nei pressi di Sant’Angelo in Theodice. Truppe francesi riuscirono a conquistare il monte Belvedere, ma a fine gennaio i tedeschi passarono al contrattacco e riconquistarono il monte. Intanto gli americani tentarono di entrare a Cassino ma furono fermati dai tedeschi, mentre il giorno successivo tentarono di conquistare l’Abbazia benedettina venendo però fermati da un fuoco micidiale. Entrarono in gioco anche le truppe del Commonwealth, particolarmente Nuova Zelanda e India, ma riuscirono a conquistare solo trecento metri in direzione dell’Abbazia. La prima battaglia di Montecassino era terminata con il successo difensivo dei tedeschi. La seconda parte, si concentrava sulla conquista dell’abbazia. Gli alleati dovevano muoversi a tenaglia verso nord e sud della città, ma, a causa dei terreni pesanti, le truppe alleate trovarono difficoltà e si bloccarono ai piedi dell’abbazia. Fu allora che venne presa la decisione più controversa dell’intero conflitto: “il bombardamento di Montecassino”. |




