| La battaglia di Montecassino e il Generale Władysław Anders - Il bombardamento di Montecassino |
| Scritto da Andrea Donato | |||||
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In realtà il monastero non era occupato dai tedeschi, ma questo lo si scoprì solo dopo, tanto che il generale Clark ammise l’errore militare. Inoltre c’era un accordo secondo il quale i soldati potevano stare all’esterno dell’Abbazia ma nessuno poteva entrarci. Infatti i soldati che erano presenti all’esterno erano appunto lì per controllare che nessuno facesse l’errore di entrare dentro il Monastero oltre ad aiutare il lavoro di messa in sicurezza dei beni artistici. Il bombardamento che rase al suolo Montecassino inizio la mattina del 15 febbraio e il giorno dopo gli attacchi degli alleati fallirono, in quanto le rovine offrivano un riparo perfetto dato che, con l’Abbazia rasa al suolo, l’accordo aveva perso efficacia. Con questo pessimo risultato si conclude la seconda battaglia di Montecassino. Nella terza fase, gli Alleati non riuscirono a compiere grandi miglioramenti. Sia le truppe tedesche che alleate vennero sostituiti da altre divisioni. Da notare che a nord di Cassino, a difendere la posizione chiave di Tirelle, c’era la divisione tedesca “Hoch und Deutschmeister” che sotto il comando del Generalleutnant Albrecht Schubert, venne aggregata al 26esimo Corpo d’Armata durante l’invasione della Polonia del settembre 1939, distinguendosi nella conquista di Cracovia e nell’attraversamento della Vistola.
La mattina del 15 Marzo, ondate di bombardamenti alleati rasero al suolo la città di Cassino. Anche in questo caso ci furono degli errori grossolani, in quanto, per sbaglio, venne distrutto il quartier generale dell’ottava Armata e fu bombardata l’artiglieria neozelandese causando 75 morti e 250 feriti per non parlare delle numerose vittime tra la popolazione civile italiana. Nel primo pomeriggio, l’artiglieria alleata venne bloccata dai tedeschi. E per i giorni seguenti continuarono i combattimenti fra le truppe indiane e neozelandesi contro i paracadutisti tedeschi arroccati fra le rovine del Monastero. Nonostante le numerose perdite tedesche, gli assalti alleati erano inutili tanto che il generale Alexander, il 22 marzo decise si sospendere ogni azione e aspettare la buona stagione per lanciare l’attacco finale alla Linea Gustav. Quindi anche la terza battaglia si era conclusa con un nulla di fatto. La decisiva quarta battaglia di Montecassino venne combattuta nel maggio del 1944 dal II Corpo d’Armata polacco del Generale Władysław Anders. Il primo assalto portò gravi perdite, ma permise all’armata britannica di irrompere tra le linee tedesche nella valle del fiume Liri, sotto l’abbazia di Montecassino. Il secondo assalto, avvenuto a metà maggio, comportò un immenso prezzo alle truppe polacche, ma riuscirono quasi ad accerchiare le truppe tedesche; tanto che nel mattino del 18 maggio una pattuglia di ricognizione di polacchi prese le rovine dell’Abbazia. Grazie alla liberazione di Cassino da parte delle truppe polacche, le divisioni britanniche e statunitensi riuscirono ad arrivare a Roma il 4 giugno 1944, pochi giorni prima dello sbarco in Normandia. Arrivati nella capitale italiana, il generale francese Juil concesse cinquanta ore di libertà all’esercito che i Goumiers, cioè i soldati marocchini ed algerini, passarono a compiere stupri di massa, assasinii, furti e violenze su donne, bambini e sacerdoti. A tutt’oggi nessun tribunale internazionale si è interessato alla vicenda e nessun militare è stato condannato come criminale di guerra. La battaglia di Montecassino ha fatto vedere quanto la seconda guerra mondiale, fosse appunto “mondiale”, combattuta da tedeschi, inglesi, americani, francesi, marocchini, algerini, neozelandesi e indiani. Ma importantissimo è stato l’appoggio dei polacchi del Generale Władysław Anders. |



