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27 Gennaio, "Giorno della Memoria". Per non dimenticare.
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Scritto da Andrea Donato   
Il 27 Gennaio 1945, l'Armata Rossa arrivò nella città di Oświęcim (più conosciuta con il nome tedesco di Auschwitz) e scoprì il lager nazista. Intorno alle tre del pomeriggio, i soldati sovietici della Prima Armata del Fronte Ucraino, comandati dal maresciallo Koniev, entrarono nel campo di sterminio.

I tedeschi, nel tentativo di eliminare le prove dello sterminio, iniziarono a distruggere i forni crematori e a bruciare tutte le baracche, ma non riuscirono a completare il lavoro perchè le truppe sovietiche stavano avanzando, allora decisero di ritirarsi e cercare di portarsi dietro i superstiti del campo che riuscivano ancora a camminare, lasciando gli altri (vicini alla morte) dentro il lager.

Durante il cammino, molti dei deportati morirono. Fu terribile lo scenario che trovarono i soldati di Stalin: un campo di sterminio vuoto e silenzioso occupato solo da poche persone e in punto di morte.
Per ricordare le vittime dello sterminio nazista, è stato deciso di fissare un giorno dell'anno da dedicare a cerimonie e manifestazioni. Come data è stata scelta proprio quella della liberazione di Auschwitz. L'Italia ha aderito all'iniziativa il 20 Luglio del 2000, quando il Parlamento italiano ha varato la legge n. 211.
Purtroppo, nei lager, non sono stati uccisi solo ebrei, ma anche italiani, polacchi, rom, gitani, disabili, omosessuali, testimoni di Geova e tantissime altre persone, quindi a mio avviso è sbagliato dedicare questo giorno esclusivamente alla Shoah ebraica. Infatti ci sono stati tantissimi crimini nel corso degli anni '40 che spesso sono stati nascosti, e anche "volutamente" direi. Visto che questo sito è dedicato agli italiani e ai polacchi ecco un piccolo e breve esempio dello sterminio polacco e italiano dimenticato.
Nell'Ottobre del 2004, a Berlino, si è tenuto un convegno nel quale sono stati fatti riferimenti ai crimini nazisti. Dallo sterminio degli ebrei fino a tutte le altre categorie ritenute "inferiori". Ma incredibilmente non è stata fatta una parola sui crimini subiti dai popoli slavi, polacchi, ucraini, russi,....
Bisogna ricordare che, il 23 Luglio 1942, Martin Bormann, segretario del partito nazista affermò: <<Gli slavi sono tenuti a lavorare per noi. Coloro di cui non abbiamo bisogno possono anche morire>>. Mentre lo spietato capo delle SS e della polizia tedesca Heinrich Himmler, il 4 Ottobre 1943, disse : << Che le nazioni vivano in prosperità o muoiano di fame come bestie, a me importa solo nella misura in cui avremo bisogno degli appartenenti a esse come schiavi per la nostra Kultur, altrimenti per me sono prive di interesse. Se diecimila donne russe che lavorano a scavare una trincea anticarro cadono a terra sfinite, ciò mi importa solo in quanto quella trincea deve essere portata a termine per la Germania.>>
Dopo queste affermazioni e, soprattutto, dopo tutti i delitti che sono stati compiuti contro gli slavi, com'è possibile non parlare di loro durante un dibattito sui crimini nazisti? Nessuno si ricorda dei circa due milioni di polacchi deportati in Germania e messi al lavoro come schiavi? Chi si preoccupa dei circa sei milioni di polacchi morti nella seconda guerra mondiale, molti dei quali ad opera dei tedeschi?
La Polonia faceva parte di quello spazio vitale di cui aveva bisogno Hitler per espandersi , per questo, il 22 Agosto 1939, dichiarò che la sua distruzione era in primo piano e l'obiettivo principale era eliminare tutte le forze vive della nazione perché i polacchi sono solo una riserva di operai non qualificati e l'alta borghesia solo una categoria da sterminare. Furono costruiti un gran numero di campi di concentramento proprio in Polonia perché era lì il luogo dove si trovava il maggior numero di persone da eliminare.
Recenti ricerche hanno rilanciato il lungo dibattito sull'antisemitismo dei polacchi e sulle loro colpe nei confronti degli ebrei. Ma com'è possibile affermare che i polacchi fossero complici dei tedeschi? In Polonia non c'è stata una Vichy (governo francese formatosi durante l'occupazione tedesca)  polacca e soprattutto non si sono mai visti reparti di SS polacchi. Al contrario, la Polonia, è stato l'unico paese che, grazie a un governo clandestino, ha creato un'organizzazione che aveva il compito di proteggere gli ebrei (gruppo Żegota), azione per la quale era prevista la pena di morte.
Rimangono dimenticati gli stermini dei polacchi ad opera dei tedeschi tra il 1939 e il 1944, ma il convegno berlinese è finito. Fuori ha smesso di piovere. Berlino brilla contenta.
Questo dimenticarsi o cercare di voler nascondere azioni brutali di popolazioni innocenti mi ricorda anche qualcosa che riguarda gli italiani: le foibe.
Cos'è una foiba?? Deriva dal latino (fovea, cioè fossa). E' una cavità carsica, con ingresso a strapiombo, diffusa nella provincia di Trieste e nella vicina Slovenia. Nella seconda guerra mondiale e nel dopoguerra, le foibe, sono state utilizzate dalla truppe del dittatore Tito  per l'uccisione e l'occultamento di migliaia di italiani, durante le repressioni avvenute nella città di Trieste e nelle regioni nord orientali italiane.
Negli anni è stato campo di vari dibattiti politici italo – jugoslavi nei quali senza un minimo di rispetto per le vittime, si discuteva (e si discute) sul numero delle persone uccise aderendo alla versione dei fatti più favorevole alla propria causa.
Tutti questi fatti ed episodi sono stati nascosti da chi ha sempre saputo ma ha preferito non parlare, grazie anche all'appoggio di giudici complici, quegli stessi giudici che nel 1998 hanno decretato il nei confronti di tre infoibatori. La scusa? I reati sarebbero stati commessi su parte del territorio nazionale successivamente ceduto ad altro stato. Teniamo però presente che il reato, al tempo della sua consumazione, è avvenuto in territorio nazionale.
Ci sarebbe ancora molto da scrivere su queste stragi nascoste, ma non si finirebbe mai.
 

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