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Affascinante, cara, unica – Cracovia Ignota
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Scritto da Karolina Janeczko   
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Affascinante, cara, unica – Cracovia Ignota
Wawel
Città
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L'amica Karolina ci ha inviato una sua guida, molto bella, su Cracovia.
Per chi è già stato nella splendida città polacca, dovrebbe leggere il testo tutto d'un fiato, magari con una bella musica di sottofondo e ritornare lì con la mente, mentre, chi non c'è ancora stato, ne rimarrà sicuramente incuriosito.

E' Il mio primo articolo su questo sito ma certamente non il primo testo che pubblico, né il primo che scrivo. Ne scrissi tanti, in diversi anni, ma sono fermamente convinta che il mio primo articolo che appare su questo sito, interamente dedicato ai rapporti, curiosità e al patrimonio culturale italo-polacco, deve avere come argomento principale la mia città, Cracovia. Non per il testardo campanilismo montanaro per cui noi cracoviani siamo conosciuti in Polonia, non per un delicato suggerimento del moderatore o per un'altra imminente vis maior, ma semplicemente per il fatto che è proprio Cracovia quella che mi manca di più qui, a quasi 3000km di distanza, all'ombra dell'Etna. Mi mancano le strette viuzze del centro storico, così vicino al posto dove, sempre, abito.. le antiche ombre delle basiliche, stormi di piccioni, il tremante luccichio delle tranquille acque della Vistola .. le freddi correnti d'aria che anche in una torrida giornata d'estate sbucano dai portoni socchiusi e vi ubriacano di odore di mattoni centenari, di androni scolpiti e di sotterranei che, si dice, finiscano a chilometri e chilometri dal centro, mai scoperti fino in fondo..Così la vedo, la mia città, e così voglio raccontarvela. Insolita e sconosciuta.. la mia Cracovia Ignota.
Chi la vede per la prima volta ne rimane incantato; è comunque quasi sempre un incanto inaspettato, sottovalutato e a volte persino incosciente. Ricordo di essere rimasta incantata nello stesso modo pure io quando per la prima volta vidi Venezia, Atene, Roma, colpita da una bellezza remota che non riuscivo ad esprimere, un fascino che sentivo ma non riuscivo a verbalizzare. Credo che lo stesso effetto provochi ai turisti la mia città nel sud della Polonia, l'antica dimora dei re, culla dell'arte e del pensiero, grande già agli albori delle prime culture medievali sorte nelle nostre terre nei primi anni dell'alto medioevo. Chi viene per la prima volta, prova a conoscere e a gustarne l'atmosfera con una guida in mano - inizia dalla stupenda Piazza del Mercato , visita Sukiennice [l'ultima parte rimasta del favoloso mercato di stoffe (vedi pol. sukno (stoffa grezza) che, dopo un enorme incendio della metà del XVI secolo non riacquistò mai più la bellezza originaria], il Duomo ( dedicato a Santissima Vergine Maria), procede poi indubbiamente verso il Castello di Wawel, percorrendo lentamente l'antica via Grodzka , la stessa che accoglieva tutti quelli che, secoli prima, venivano a rendere omaggio ai re della Polonia. Visitato il Castello e la Cattedrale - l'ultima, eterna casa per molte famiglie reali - dal colle di Wawel si ammira poi la Vistola e il lontano Tumulo di Kosciuszko, il primo eroe polacco che, combattendo per la libertà della Polonia soffocata dalle dominazioni straniere divenne al tempo stesso eroe degli Stati Uniti. Lì, di solito, finisce il percorso “obbligatorio”, quello suggerito dalle principali guide, quello che per primo si scarica da Google .. quello di cui parlano gli amici appena rientrati dopo un tour “mordi e fuggi” di al massimo una settimana. Qualcuno potrebbe chiedere: tutto qui? Basta così? La favola termina nel momento in cui lasciamo la solenne ombra della Cattedrale, o quando scendiamo la tortuosa e ripida scaletta che porta gli audaci curiosi ad ammirare la campane, appese nella Torre dei Sigismondi (Wieza Zygmuntowska) ? La favola non finisce.. continua invece e sopravvive, nei posti che di solito non si vedono o perché non basta il tempo, o perché semplicemente se ne ignora l'esistenza..la favola continua nelle leggende che spesso la guida frettolosa nemmeno ricorda, nei particolari che, nascosti troppo in alto o troppo in basso, aspettano di essere scoperti. E perciò vorrei che, alla vostra prossima visita a Cracovia, ci faceste caso. Vorrei che vi azzardaste a lasciare le strade battute e vi lasciaste affascinare dalla parte sconosciuta della città. Chi invece ci va per la prima volta, che alzi la testa o al contrario, che ogni tanto abbassi gli occhi. ..che si ricordi un sussurro della leggenda, un verso della fiaba, un frammento della storia di Cracovia che ora , a modo mio, voglio raccontare.


 

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