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Parchi

Parco Nazionale "Góry Świętokrzyskie"

  

Il Parco Nazionale di Santa Croce (Świętokrzyski Park Narodowy in polacco) è uno dei più interessanti per gli appassionati di geologia e delle scienze della terra in genere.
Su queste collinette si trovano, infatti, testimonianze di particolari forme geologiche che rende il parco di un certo interesse scientifico.
E' un posto ideale per piacevoli passeggiate fra i boschi e per chi non è intenzionato a percorsi particolarmente impegnativi, oltretutto la facilità di raggiungimento lo rende accessibile a chi dall'Italia si avventura per una visita.

GEOGRAFIA
Il parco è situato nella parte centro-meridionale della Polonia, a pochi km a Est della città di Kielce, capoluogo del Voivodato di Santa Croce (woj. Świętokrzyskie). Insieme al parco di Kampinos, è uno dei parchi più vicini alla principale città di un voivodato.

GEOLOGIA
Da un punto di vista geologico, si tratta di una delle zone più antiche di tutta la Polonia. Infatti affiorano rocce anche del Cambriano inferiore, quindi con età intorno ai 500 milioni di anni.
Sul monte Łysyca, ad esempio, affiora in gran parte il Cambriano superiore. L'immersione degli affioramenti sul Łysyca è verso Nord, con una pendenza intorno ai 30°.
Tutta la zona è interessata da una tettonica abbastanza complessa. In particolare le cime del parco fanno parte di un'estesa anticlinale che vede proprio il Cambriano superiore al suo nucleo, interrotte a sua volta da uno o più sistemi di faglie con andamento Nord-Sud.
Gli affioramenti del Cambriano hanno un contatto, a Nord, di tipo sedimentario con l'Ordoviciano, mentre a Sud è di tipo tettonico con il Devoniano.
Nell'area sono stati ritrovati resti fossili come Trilobiti, organismo marino tipico del Cambriano e le Ammoniti, tipiche del Cretaceo e del Giurassico, estinti insieme ai dinosauri.
Sempre sul monte Łysyca, così come a Łysa Góra, dove sono anche presenti i Gołoborze (Stone run in inglese), ovvero enormi ammassi di rocce formatisi in seguito a fenomeni di crioclastismo.
Il fenomeno è legato al cambio di stato dell'acqua contenuto nelle rocce, da liquido a solido e viceversa, che comporta una variazione di volume e, pertanto, una disgregazione fisica delle rocce.
Questi creano un vero e proprio letto di rocce che ricoprono la superficie anche per diversi km2, con uno spessore di circa 1,5 m. Proprio da questo proviene il nome Gołoborze, che vuol dire, in polacco, “foresta nuda”.

SANTA CATERINA (ŚWIĘTA KATARZYNA)
Uno dei migliori punti di partenza per avventurarsi nel parco. La località è già all'interno dei confini del parco e da lì partono le piste blu, in direzione di Bodzentyn, e la rossa, verso il monte Łysyca.
E' caratterizzata da una lunga via, ul. Kielecka, dove, al n. 20, si può visitare un interessante museo geologico-minerario. Si tratta di una collezione privata che però si può visitare pagando un biglietto d'ingresso di soli 5 zł.
All'interno sono presenti rocce e fossili provenienti da tutto il mondo, oltre a reperti prelevati nei dintorni del parco.
Al n. 2 di ul. Kielecka, proseguendo per la salita, si trova il monastero cistercense di S. Caterina. Costruita nel 1480, è abitato dai cistercensi dal 1815. Il monastero è adiacente alla strada. E' possibile visitare il cortile e il luogo dove le suore di clausura hanno contatti con l'esterno.
Adiacente al monastero, c'è una piccola cappella, nonché uno dei punti del “percorso letterario” che interessa tutta la regione nei dintorni di Kielce.
In particolare, questo punto è dedicato a Stefan Żeromski, scrittore di prose noto soprattutto per i suoi testi molto patriottici.
Percorrendo la pista adiacente al monastero, si arriverà all'incrocio fra le piste rosse e blu, contrassegnate dal portale Puszcza Jodłowa, ovvero Foresta di Abeti.
Subito dopo l'incrocio, si trovano delle croci in memoria di 80 abitanti di Santa Caterina uccisi dai tedeschi nei giorni compresi fra il 1 e il 26 giugno 1943.

BODZENTYN
E' la sede del Parco nazionale di Santa Croce (situata in ul. Suchedniowska, 4). Fra le principali attrazioni, sono presenti le rovine del castello (sulla ul. Suchedniowska, ci saranno le indicazioni na zamku).
Costruito nel 1365 da Florian Morski, insieme alle mura della città, ora è ridotto a delle rovine. Proprio per questo è stato recintato a causa delle sue precarie condizioni, ma il panorama che offre è davvero suggestivo.
Accanto al castello sorge la chiesa gotica Wniebowzięcia NMP i św. Stanisława Biskupa. La chiesa ha di particolare l'altare, costruito da colui che costruì quello della chiesa Mariacka di Cracovia. Oltre a questo, si nota un grande affresco rappresentante la crocifissione. Questo fu dichiarato offensivo in quanto, alla sua destra, è presente la parte posteriore di un cavallo. Tuttavia l'affresco è ancora presente.

  

PERCORSO SANTA CATERINA – NOWA SŁUPIA
Per visitare il parco nella sua interezza, è possibile fare una lunga ma non impegnativa passeggiata da Ovest a Est. Il percorso è lungo quasi 20 km e si può effettuarlo in 6 ore circa.
Non tutto il percorso si trova all'interno dei confini del parco, infatti la parte centrale non attraversa le cime Sztymber, Kslęża Skała e Hucka Góra per salvaguardarle dal flusso turistico.
Partendo da Santa Caterina, pagando un biglietto di 5 zł a testa, si può entrare nel parco. E' bene conservare il biglietto, perchè sarà necessario per visitare successivamente i gołoborze e il museo del parco.
Dopo 300 m, si arriverà alla piccola cappella in legno di S. Francesco. Poco sotto la cappella, c'è una fonte dove ci si potrà rinfrescare. A questa fontana è legata una leggenda: secondo questa, nel castello di Lysyca, vivevano due sorelle. Una di queste, si innamorò di un cavaliere. L'altra, per gelosia, cercò di avvelenare la sorella. A quel punto, un fulmine distrusse il castello, uccidendo sia il cavaliere che la sorella gelosa. L'altra sorella, per la disperazione, pianse a tal punto da scalfire le rocce, fino ad arrivare alla Fonte di S. Francesco.
In seguito a questa leggenda, si dice che la fonte abbia delle proprietà benefiche per la vista.
Proseguendo, si va in direzione della cima del Łysyca. La salita è abbastanza impegnativa, ma dura circa 3 km e si affronta in meno di un'ora.
Durante la salita, si noterà come, progressivamente, aumentino le rocce lungo il sentiero. Arrivati in cima, si giungerà a uno dei grandi gołoborze delle Montagne di Santa Croce.
Le rocce sono deposte lungo il versante settentrionale. Da misurazioni effettuate su quelle in posto, si nota come le pendenze siano intorno ai 30°-40° e abbiano un'immersione verso Nord.
Camminarci sopra non è semplice e può essere pericoloso, per cui si raccomanda la massima prudenza e si consiglia di non avventurarsi eccessivamente, anche al fine di salvaguardare una così particolare forma geomorfologica.
Il percorso prosegue lungo la cresta, dove alla propria sinistra si potranno vedere ancora, sporadicamente, alcuni gołoborze, un po' meno estesi.
Durante i periodi primaverili, se si ha la fortuna di non essere accompagnati da gruppi particolarmente numerosi e rumorosi, si avrà modo di ascoltare le “voci della natura” e una gran quantità di versi di uccelli, visto il gran numero di specie presenti nei dintorni del parco.
Dopo circa mezz'ora, si arriva a Św. Mikolaj. Da quel momento, comincia in parallelo la pista blu, che porterà, fuori dal parco, alla volta di Kakonin.
Si attraverserà una strada asfaltata, passando fra nuove ville e vecchie case rurali.
A un certo punto, il percorso blu andrà verso destra alla volta di Bieliny, a quel punto si dovrà invece proseguire dritto per la pista rossa (il tratto non è ben segnalato).
Il tratto asfaltato proseguirà ancora per alcune centinaia di metri, fino a un incrocio con una strada non asfaltata (si noterà una edicola sulla sinistra). Si dovrà quindi proseguire dritto per il tratto non asfaltato, abbandonando così la strada.
Da quel momento, oltre al simbolo della pista rossa, se ne assocerà un altro blu con bordi arancioni. Questo tratto è dedicato a E. Massalski e proseguirà per circa 1 ora e mezzo ai margini del bosco (alla propria destra ci saranno campi coltivati e le case di Podlysyca.
Alla fine del sentiero, si giungerà a Huta Szkalna, dove si rientrerà nel parco.
Prima del portale d'ingresso, si vedrà sulla sinistra un parcheggio a pagamento non custodito e alcuni negozietti con souverirs, mentre sulla destra ergono tre croci in acciaio, in memoria degli eccidi di Katyń, Charków e Miednoje, definite le Golgota dei polacchi.
Passando il portale d'ingresso al parco, comincerà una salita alla volta di Łysa Góra. L'accesso in macchina è consentito ai soli abitanti del monastero e agli impiegati del parco.
Lungo la salita su un tratto interamente asfaltato, si noterà a un certo punto una imponente antenna radio-televisiva (evidente anche da molto lontano).
Prima della base dell'antenna, ci sarà l'ingresso per il più grande gołoborze del parco. Per l'ingresso occorre esibire lo stesso biglietto comprato all'ingresso.
Scendendo le scale di metallo, si arriverà al punto panoramico. Si vedrà una enorme distesa di rocce che coprono interamente l'area, anche al di sotto della scala. Solo sullo sfondo si noterà la foresta e la valle a Nord del parco.
Risalendo e proseguendo a sinistra, si arriverà al museo del Parco Nazionale di Santa Croce. Anche qui si dovrà esibire il biglietto per l'ingresso.
Il museo è composto da una grande sala con illustrazioni sulle peculiarità geologiche del territorio. Sono presenti modelli, carte geologiche, profili, diversi campioni delle principali formazioni e dei fossili rinvenuti.
La stanza adiacente è dedicata al suo aspetto naturalistico, in particolare tronchi di alberi, alcuni dei quali di notevole diametro.
Lungo il corridoio, sulla destra, si potranno scendere delle scale che porteranno a un seminterrato con le illustrazioni della storia del luogo.
Una volta lì sorgeva una prigione: durante la II guerra mondiale, i tedeschi imprigionavano i soldati russi, così come i prigionieri della rivolta di gennaio del 1863 (periodo compreso fra i 123 anni in cui la Polonia non esisteva). Ancora prima, venivano imprigionati i rivoltosi ucraini ai tempi della Grande Polonia.
Si noteranno delle anguste celle, in una delle quali sono ancora appese delle catene, mentre in fondo al corridoio c'è una ricostruzione di come i prigionieri dormivano per terra su dei pagliericci (si nota nella stanza in fondo a sinistra, c'è solo una fessura da dove si può vedere).
Uscendo dal museo e proseguendo sulla sinistra, si arriverà al monastero. Si potrà visitare il suo interno, la sagrestia e la chiesa. Lo stile è tipicamente barocco.
Più avanti, c'è un'altra cappella e le mura di cinta.
Per scendere a Nowa Słupia, si proseguirà lungo la pista blu. Lungo il pecorso, è stata ricostruita una Via Crucis, recuperando vecchie sculture in legno.
Arrivati a Nowa Słupia, si potrà invece visitare il museo dell'acciaio.

NOTE PER IL PERCORSO
Non è indicato per chi si muove in automobile. Per questo si consiglia di lasciare la macchina a Św. Katarzyna, arrivare a Nowa Słupia e andare sulla piazza principale dove si trova la fermata degli autobus. Da lì sono frequenti i collegamenti per Kielce e Bodzentyn. Bisogna però stare attenti ai giorni in cui si viaggia perchè nei periodi festivi le corse sono limitate.

PERCORSO ŚW. KATARZYNA – BODZENTYN
Dallo stesso punto in cui comincia la pista rossa per il monte Łysyca, comincia anche quella blu alla volta di Bodzentyn.
Il percorso è decisamente più breve e lo si affronta in circa 2 ore. Buona parte della strada è praticamente pianeggiante e interamente lungo i boschi, con al lato, per tutto il tratto iniziale, un piccolo ruscello.
Solo lungo il tratto finale c'è una salita, non particolarmente impegnativa, verso Miejska Góra, ovvero il rilievo che domina Bodzentyn, che si trova subito dopo la discesa.


COME RAGGIUNGERE IL PARCO
L'aeroporto più vicino è quello di Cracovia, ben collegato con l'Italia, ma anche da Varsavia e da Katowice le distanze non sono notevoli.
In automobile, occorre seguire la strada S7 Cracovia-Varsavia. Da lì si dovrà raggiungere il paese di Psary Kąty e Bodzentyn. Da lì si può raggiungere, a Sud-Ovest, Św. Katarzyna, attraverso la strada n. 752, oppure più a Est Nowa Słupia, attraverso la n. 751, ovvero due dei punti ideali per entrare nel parco.
In treno la stazione più vicina è quella di Kielce, da dove si può raggiungere in autobus Bodzentyn, Św. Katarzyna e Nowa Słupia. 

 

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