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Parchi

Parco Nazionale di Białowieża

Bisonti europei a Zebra Zubra  Tarpan

La Foresta di Białowieża (puszcza białowieska in polacco, belavezhskaya pushcha in bielorusso) è l'ultima testimonianza della foresta che, un tempo, ricopriva l'intera Europa.
Adesso è rimasto solo questo lembo di terra di circa 105 km2 (almeno in territorio polacco) ma il significato storico e ambientale di questa foresta è unico al mondo.

La foresta si estende in parte in Bielorussia e in parte in Polonia. E' il primo parco a essere instaurato in Polonia, nel 1947, anche se il cuore della foresta è Parco Nazionale sin dal 1921, mentre dal 1979 è nella lista delle riserve della biosfera e dei patrimoni culturali dell'UNESCO.Bisogna dire che la Foresta di Białowieża è ben più estesa del parco, infatti, il vero Parco Nazionale è quasi interamente riserva stretta, dove non è consentito entrare senza una guida turistica.


Si estende a Nord dell'omonimo paese di Białowieża, piccola località immersa nella foresta dove si trova, tra l'altro, la sede del parco. E' attualmente meta continua di turisti, sia polacchi che stranieri, in particolare nel periodo estivo, quando le temperature sono miti e si può godere maggiormente della rigogliosità della natura.
Storicamente, le prime attività di tutela della foresta di Białowieża risalgono addirittura al 1426, quando Sigismondo I di Polonia proibì la caccia dei bisonti, pena la condanna a morte.
Durante il dominio zarista nel territorio, invece, ci fu un'alternanza fra istituzioni di riserve di caccia e protezione assoluta della foresta, che nel frattempo comportò una continua variazione del numero non solo dei bisonti (fino quasi a portarli all'estinzione), ma anche di lupi, linci, cervi e di tante altre specie nella foresta.
Durante la seconda guerra mondiale, il territorio fu seriamente danneggiato in quanto spesso rifugio per i partigiani, tuttavia anche durante la presenza tedesca la foresta venne in parte risparmiata, sebbene i programmi inizialmente fossero ben diversi.

NATURA
La principale attrazione del parco è la sua fauna, in particolare per la presenza del Bisonte (Bison bonasus), vero “imperatore” della foresta, dove vivono circa 600 esemplari. E' diventato il simbolo del parco e principale attrazione per i turisti.
Non sempre è possibile vederli allo stato selvaggio, si muovono in branco e ci sono periodi dell'anno, come in inverno, in cui ci sono maggiori possibilità di vederli, soprattutto all'alba e all'imbrunire.
Ci sono alcuni punti attrezzati per dar loro da mangiare, ma essendo spazi aperti ed essendo loro in movimento, bisogna avere fortuna per vederli.I bisonti, nel corso dei secoli, hanno avuto una popolazione alternante. Durante il dominio della dinastia dei Romanov, in particolare durante quello di Paolo I, i bisonti furono progressivamente sterminati, mentre, durante quello di Alessandro I, si è deciso di creare una riserva e di ripopolarli. Per questo sono stati acquistati alcuni esemplari da vari giardini zoologici come quello di Pszczyna, in Slesia, il cui inserimento ha contribuito al suo ripopolamento.
Oltre al bisonte, sono presenti circa 1.500 lupi, sparsi in tre zone diverse della foresta. A questi si aggiungono alci, cervi, caprioli, cinghiali e diverse specie di uccelli.

 

HAJNÓWKA

La località più grande nelle prossimità del parco. Immediatamente adiacente alla foresta, è una tappa obbligata per l'arrivo a Białowieża.Fra le curiosità da vedere, spicca la chiesa della SS. Trinità, una bella cattedrale ortodossa (circa i 2/3 degli abitanti della zona sono di religione ortodossa) non lontano dalla stazione ferroviaria.
Lo stile mischia il classico al moderno, le tipiche cupole delle chiese ortodosse sono contornate da tetti irregolari in stile decisamente contemporaneo.
Nel centro della città, oltre a un monumento raffigurante un bisonte, definito sulla targa sottostante “l'imperatore della foresta”.
Adiacente alla piazza principale, su ul. 3-go Maja n. 42, si trova anche il museo della cultura bielorussa (Muzeum i Ośrodek Kultury Białoruskiej). Al suo interno, al prezzo di 4 zł, si può visitare una mostra etnografica, con foto, strumenti usati nell'agricoltura e costumi della tradizione bielorussa.

BIAŁOWIEŻA

Ingresso del Parco Nazionale di Białowieża  Skansen, ovvero museo all'aperto

E' il centro nevralgico del parco. E' un piccolo centro di circa 3.000 abitanti, praticamente vive in funzione della stessa foresta.
Il suo nome, in polacco vuol dire Torre Bianca, probabilmente riferito a un edificio in legno con una torre in netto contrasto con il verde del parco, ma non si esclude che provenga addirittura dal jatvingico bialo wiesu (conosciuta anche come sudovico, lingua baltica ormai in disuso) che vorrebbe dire paese sui terreni umidi.Il paese si è formato in seguito all'unione di villaggi come Centura, Krzyze, Tropinka, Stoczek, Wojciechowska e Zastawa.
E' molto vicino al confine con la Bielorussia, da pochi anni è stato aperto un nuovo valico pedonale e ciclabile, distante soli 4 km, in direzione di Grudki.
In alcuni punti, il confine dista giusto alcune centinaia di metri, per questo è bene fornirsi di una mappa quando si fa in foresta, se si sbaglia di poche centinaia di metri si rischiano guai seri.
Le case hanno quasi tutte uno stile tipico della zona (i blocchi del socialismo sono pochissimi, isolati e in periferia, mai troppo alti), molte sono costruite in legno e con tetti spioventi.
Diverse case sono state adibite dai privati a un uso turistico, per alcune decine di złoty è possibile pernottare e usufruire di camere da letto e cucina.
Il portale in legno indicante l'ingresso nel parco del Palazzo si trova all'inizio della ul. Waszkiewicza. Prima di entrarci, vale però la pena visitare una piccola cappella all'inizio della ul. Tropinka e, soprattutto, una chiesa ortodossa a destra dell'ingresso del parco.
Questa chiesa è stata costruita intorno al 1895 ed era considerata parte del palazzo dello Zar Alessandro III.
Ex stazione ferroviaria di Białowieża Towarowa
All'ingresso della chiesa, erge un monumento dedicato ai caduti per la libertà e per il socialismo.

BIAŁOWIEŻA TOWAROWA (20 minuti)

 

Stazione di Białowieża Towarowa  Trenino alla stazione di Białowieża Towarowa

Si tratta di una delle due vecchie stazioni ferroviarie di Białowieża, chiusa dagli anni '90.
Una volta, la linea ferroviaria veniva utilizzata soprattutto per il trasporto di legname e di cloro.
A Białowieża si trovavano due stazioni, Białowieża Pałac, attualmente in completo stato di abbandono, non lontano dal Parco del Palazzo, e Białowieża Towarowa, costruita nel 1903 a meno di un km dal confine bielorusso.
Per raggiungere Białowieża Towarowa , occorre superare il fiume e seguire inizialmente la pista blu e poi passare a quella rossa.
La stazione, interamente in legno e in stato di abbandono, è stata completamente ristrutturata e al suo posto sorge adesso un ristorante, anche di una certa eleganza.
Tutto attorno si è creato un vero e proprio museo ferroviario, con una piccola locomotiva, il tabellone della stazione ancora intatto e altri pezzi di antiquariato ferroviario recuperato e rimesso a nuovo, anche con un certo buon gusto.
Uscendo dalla stazione e proseguendo sulla strada verso destra, si tornerà a Białowieża e si passerà davanti l'unica chiesa cattolica del paese.

PARCO DEL PALAZZO (2 ore)
Il parco nel cuore di Białowieża potrebbe essere ancor più bello di quanto non sia già adesso.
Infatti, fino agli anni '60, sorgeva il bellissimo palazzo, abitato prima dai Re di Polonia e poi dagli Zar di Russia.
Durante la seconda guerra mondiale, subì dei danni, ma non tali da deturparlo irrimediabilmente, tuttavia, anziché ristrutturarlo, in pieno periodo socialista è stato deciso di abbatterlo, per ricostruire al suo posto un anonimo blocco in pieno stile brutale.
Centro di Educazione Naturalistica del Parco Nazionale di Białowieża
La scusa è stata di tipo architettonico, ovvero la cubatura non adeguata alle caratteristiche del parco, la realtà invece è che si è voluto abbattere un simbolo del capitalismo.Adesso, l'opera della della direzione del parco (che ha la sua sede proprio nel palazzo), ha decisamente abbellito la struttura e creato un moderno e interattivo museo.
E' possibile accedere a una mostra temporanea con varie mostre fotografiche, oppure a quella permanente dove però si può accedere solo con una guida (8zł, in diverse lingue, italiano incluso).
All'interno della mostra permanente si potranno vedere ricostruzioni della fauna e della flora del parco. Si vedranno bisonti, alci, cinghiali, lupo, insetti, varie forme vegetative e tanto altro.
Il sottofondo delle “voci della foresta” accompagna continuamente i turisti nel viaggio virtuale.
Sempre nel museo, ci sono diversi monitor touch-screen con informazioni sulla fauna, sulla flora e sulla storia del parco in lingua polacca, inglese e tedesca.
Dalla biglietteria, sempre muniti dello stesso biglietto, si potrà salire sulla torre del palazzo (o in ascensore a piedi, sono 2 piani), da dove si può ammirare un bel panorama lungo il parco.
Uscendo dalla direzione, proseguendo a destra, si potrà visitare il Dwów Miśliwski, l'edificio più antico del parco, datato 1845.
Nella parte sinistra, in direzione dei laghetti, si trova il Centro di Educazione Naturalistica del Parco Nazionale di Białowieża (Ośrodek Edukacji Przyrodniczej Białowieskiego Parku Narodowego).
Sempre più avanti, si passerà davanti un obelisco (proprio sulla riva del lago circostante). Si tratta del monumento più antico di Białowieża, datato 1792, in commemorazione del Re Augusto III.

MUSEO ALL'APERTO (20 MINUTI)
Museo all'aperto di Białowieża
Sorge nel luogo dove, prima della seconda guerra mondiale, sorgeva il villaggio di Kropiwnik. Tutto il recinto è in legno, presenta due uscite dove si noteranno scritte sia in polacco che in bielorusso.
Partendo dalla seconda uscita del parco, all'altezza dell'ex rifugio PTTK, seguendo la pista blu, in direzione di Pogorzelce, su ul. Zestawa, sulla destra si arriverà al museo all'aperto (skansen in polacco).
Entrando saltano subito all'occhio due case in legno tipiche del territorio di Biała, risalente alla fine dell'800, mentre a sinistra si vedono due grossi mulini a vento, risalenti agli anni '30, installati fra il 1978 e il 1998, una sauna, e altri edifici in legno.
In fondo si noterà la piccola cappella ortodossa di S. Aleksander Nevskij, di epoca recente, anch'essa interamente costruita in legno.

ŻEBRA ŻUBRA E RISERVA DEI BISONTI (1 ora)
Partendo dal museo all'aperto, subito dopo l'inizio della foresta, si gira a sinistra e si potrà cominciare la passeggiata su Żebra Żubra.
Bisonti all'interno della riserva
Il percorso è sconsigliato in bicicletta, è bene farlo solo a piedi in quanto buona parte di essi si trova su tavole di legno e su ponticelli. Questo sia per preservare la natura sottostante, sia per i diversi tratti fangosi.Si consiglia di tenere gli occhi aperti, soprattutto quando si cammina sui ponticelli, a volte capita che le tavole si siano precedentemente rotte, oppure manchino completamente, per cui, onde evitare di farsi male, è bene stare attenti a dove mettere i piedi.
Il percorso è ricco di illustrazioni in polacco e in inglese sulla flora del posto.
Dopo 5,5 km immersi nella fittissima foresta (sembra una vera e propria giungla), si giunge alla riserva.
All'interno si troveranno, subito sulla destra, i Tarpań (Equus gmelini), ovvero i cavalli polacchi, piccoli equini sul grigio estintosi allo stato selvaggio già alla fine del XIX sec.
Subito dopo, si passerà dalla gabbia della lince, successivamente a quella degli antilopi, dei lupi (3 per l'esattezza), dei cinghiali, dell-unica alce della riserva e dei caprioli.
Ma soprattutto, al centro, c'è “l'imperatore di Białowieża”, il bisonte. Sono presente anche due esemplari di Zubroń, ovvero un incrocio fra una mucca e un bisonte.Per ritornare a Białowieża, occorre percorrere la pista gialla “Drzewa Puszczy, della lunghezza di circa 3 km.
Sul percorso si incontrerà una croce ortodossa (non esattamente sulla pista, ma a poche decine di metri nel bosco, comunque si troverà l'indicazione), messa lì in memoria della pestilenza che ha colpito la città e che ha comportato la sua completa distruzione nel XVIII secolo, per poi ricostruirla.
Non si sa se la croce è stata messa dove prima c'era una chiesa ortodossa o se rappresenta l'estremità della vecchia città.
Il percorso termina sulla strada principale dove, subito a sinistra, si trova una grossa roccia rappresentate il centro geometrico della foresta di Białowieża.

MIEJSCE MOCY (45 minuti)
Questo piccolo lembo di foresta è un posto particolare e affascinante. Si dice infatti che, dal terreno, arrivino delle energie positive. I più sensibili dovrebbero percepire, infatti, un certo rilassamento o delle sensazioni di vertigini.Il posto presenta solo una torretta da dov'è possibile vedere Miejsce Mocy dall'alto.
Attorno ci sono delle rocce affioranti (rare in questo territorio, probabilmente si tratta di residui di frane sottomarine nel passato geologico di Białowieża). Sia queste che quelle sotto terra, sono disposte in una posizione particolare, a testimonianza dell'aspetto mistico del posto.
Per raggiungerlo da Białowieża, una volta presa la strada n. 689 per Hajnówka, dopo 2 km si troverà l'indicazione per girare a sinistra. Dopo si dovranno percorrere 3,8 km di strada non asfaltata.
Si consiglia di andarci in bicicletta, la strada è piena di buche, per cui, se si va in macchina, è bene procedere assai lentamente.
Alla fine si giungerà a un parcheggio e si potrà proseguire solo a piedi o in bici (si noterà il divieto di accesso alle automobili).
Superati i binari, girare a destra per la pista nera e seguirla per circa 1 km, dopo si vedranno le indicazioni per Miejsce Mocy.

STARA BIAŁOWIEŻA (30 minuti)
Luogo di particolare interesse naturalistico e storico. Di particolare c'è da vedere le enormi querce aventi un'età compresa fra i 250 e i 450 anni.
Ognuna di essere è dedicata a un Re polacco o a un principe lituano purché legato, in qualche modo, a Białowieża. Fra questi ne spicca una dedicata a Bona Sforza.
Per raggiungere il posto, occorre seguire la pista blu che porta allo Skansen e poi a Pogorzelce.All'incrocio per Narewka c'è un parcheggio. A questo punto seguire i vecchi binari fino ad arrivare in uno spazzale da cui comincia la passeggiata che durerà circa 20 minuti.
Tutto il percorso è su una passerella in legno: accanto a ogni quercia, si potranno leggere delle targhe con descrizioni in lingua inglese e polacca.
Si chiama Stara Białowieża (vecchia Białowieża) perché si suppone che in quel punto, fino a circa 200 anni fa, doveva sorgere un parco. Infatti, le enormi dimensioni delle querce fanno pensare a grandi spazi e, quindi, a maggiori nutrienti a disposizioni di ogni singolo albero, come avviene nei parchi comunali.
Ciò però contrasterebbe con l'ipotesi che la vecchia città sorgesse nei pressi dalla croce posizionata lungo Żebra Żubra.

CARSKA TROPINA E RISERVA DEI BISONTI (2 ore)
Piccola area fra Białowieża e Narewka, alquanto selvaggia e per questo da visitare.
Fino al 1996, non faceva parte del Parco Nazionale, per questo solo recentemente è stata ben attrezzata per il flusso turistico.
Partendo dal parcheggio che incrocia la pista verde (wilczy szlak, ovvero pista dei lupi) e nera, si consiglia di prendere il percorso nero.
Si camminerà lungo la foresta selvaggia fino ad arrivare sulle rive del fiume Narewka.Seguendo le indicazioni per la torre panoramica (wieża widokówka in polacco), si arriverà a una torretta in legno a 3 piani.
La torre è molto recente, salendo si avrà modo di vedere dall'alto il Narewka, interamente coperto dalla vegetazione, lo sfondo della foresta e una piccola struttura in legno dove i bisonti ricevono da mangiare.
Occorre fare attenzione salendo sulla torre perché non può ospitare più di 5 persone.
Tornando indietro di 100 metri, si potrà riprendere il percorso per Kasy Most. La passeggiata è di soli 700 m, ma se si è fortunati, si potranno fare incontri con la fauna caratteristica del luogo (inclusi bisonti e alci).
Arrivando sulla pista verde, girare a destra e superare il Kasy Most, ovvero un piccolo ponte in muratura sul Narewka.
Riserva dei bisonti a Carska Tropina
Subito dopo, girare a sinistra in direzione di Ostoja Zubrów, ovvero la riserva dei bisonti. Durante il breve tragitto, si potrà vedere chiaramente l'attività dei castori (bubry in polacco), soprattutto per gli alberi palesemente intaccati alla base (si noterà che, alcuni degli alberi, sono stati protetti con delle reti metalliche).A fine percorso, dopo poche centinaia di metri, si arriverà a una recinzione in legno. Sullo sfondo, si vedranno delle strutture in legno dove i bisonti vengono nutriti. Se condo le guide turistiche, i momenti migliori per vederli sono all'alba e all'imbrunire. Ovviamente non sempre è possibile vederli, è tutta questione di fortuna.
Per raggiungere il posto da Białowieża ci sono due soluzioni: su può seguire la posta blu per Stara Białowieża e poi girare per Narewka a destra. Da lì si dovranno percorrere circa 10 km di strada non asfaltata e pienissima di buche che metteranno a dura prova le sospensioni della propria macchina. Alla fine si girerà a destra, quindi in senso opposto all'unico cartello che indica 2,5 km per Narewka.
La seconda soluzione è più lunga ma più sicura per chi va in macchina: arrivando da Hajnówka, si proseguirà per la strada n. 685 passando da Dubiny, Nowosady per poi girare, una volta giunti a Narewka, a destra alla volta di Janowo. Da lì la strada non asfaltata sarà di soli 3,5 km, comunque anch'essi da percorrere a velocità decisamente ridotta.

RISERVA STRETTA (3 ore)

La visita guidata può essere richiesta nell'ufficio opposto alla biglietteria del museo (anche in lingua italiana).
La visita parte dallo stesso museo, si arriverà al portale d'ingresso dove è chiaramente scritto, anche in lingua italiana, che l'ingresso è consentito solo se accompagnati da una guida turistica (i controlli all'interno sono frequenti).
Ingresso della riserva stretta
Una volta entrati, si passeggerà all'interno del parco per circa 3 ore in un vero paradiso naturale. Ciò che ha di particolare la riserva stretta è il pressoché nullo intervento da parte dell'uomo: qui la natura segue il suo corso naturale, gli alberi crescono, cadono e si rigenerano da soli, così come la fauna.Durante il percorso, si vedranno diversi alberi caduti anche da decenni, rimarranno sempre lì seguendo il ciclo biologico.
Gli unici interventi sono stati una strada (ovviamente non asfaltata) e un ponticello in legno, che si attraverserà alla fine del percorso in un punto particolarmente paludoso.
Si vedranno alberi secolari, funghi, uccelli, animali selvatici e molto altro.
Se si ha fortuna, si potranno incontrare cinghiali, volpi, lupi e, in casi sporadici, anche i bisonti.
Ogni tanto vale la pena fermarsi e “ascoltare” la foresta, si avrà il piacere di sentire il cinguettio di diversi uccelli.

COME RAGGIUNGERE IL PARCO
Białowieża si trova nel voivodato della Podlesia (woj. Podlaskie), il cui capoluogo è Białystok, che dista solo 60 km dal parco.
Da Varsavia ci vogliono circa 2 ore in macchina, occorre percorrere la strada fino a prima di Ostrów Mazowiecka, in direzione di Brok. Poi proseguire per Czechanowiec e Bielsk Podlaski.
L'arrivo a Białowieża è vincolato dal passaggio per Hajnówka. Da lì occorre seguire la strada n. 689, passando prima nei dintorni della chiesa ortodossa e poi per il centro.
Da Hajnówka a Białowieża ci sono circa 17 km.
In autobus da Varsavia c'è solo un collegamento quotidiano (escluso Natale, Capodanno e primo giorno di Pasqua) alle 14:50, mentre da Białystok i collegamenti solo leggermente più frequenti.
A Hajnówka si può anche arrivare in treno, mentre a Białowieża la linea ferroviaria non è più attiva.
Da Varsavia non ci sono collegamenti diretti (occorre cambiare a Siedlce o a Czeremcha e dura come minimo 3 ore e 26 minuti.

 

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