| Warszawa 2008 - On the road again - Domenica 22 Giugno 2008: Warszawa |
| Wpisany przez Geom. Calboni | ||||||
Strona 3 z 4 DOMENICA 22 GIUGNO: WARSZAWA. Essendo domenica e non vantando impegni impellenti, ci alziamo diverse ore dopo il canto del gallo. Il tempo di una pettinata veloce e veniamo raggiunti da Jena, in giro per la Polonia già da alcuni giorni e facente tappa a Warszawa. Espletate la formalità di rito, decidiamo di recarci in visita al museo militare polacco, dove tra l’altro è contenuto il museo dell’eccidio di Katyń. Sotto un solo cocente e con un discreto tragitto in bus raggiungiamo la fortezza Czerniakowski, sede del museo. L’ingresso è gratuito e vi penetriamo all’interno. Il museo è composta dal museo delle tecnologie militari polacche, suddiviso a sua volta in tre esibizioni distinte e dal museo di Katyń. All’esterno sono parcheggiati in esposizione decine di mezzi militari. Carri armati di ogni ordine e grandezza, mezzi lanciamissili, mezzi anfibi d’assalto, camion, fuoristrada, aerei militari, elicotteri, ponti radio, radar e finanche una navetta spaziale. I mezzi in esposizione coprono l’intero arco temporale del XX secolo. L’esposizione e la parata di tutti questi mezzi militari, a me e Jena ci riporta alla mente per un attimo, il nostro recente viaggio in Kosovo, dove i militari ed i loro mezzi sono all’ordine del giorno. Terminato il dettagliato giro all’esterno, ci addentriamo nell’esibizione riguardante la storia dell’esercito polacco. Armi, divise, reperti storici non mancano. La terza ed ultima esibizione, riguarda invece la storia dell’aviazione militare polacca. Anche qui i reperti in esposizione si rivelano di grosso interesse. Il museo risulta molto interessante e mi ricorda, per certi aspetti, quello visitato a Minsk. Ci buttiamo ora nel museo sull’eccidio russo di Katyń. Una pagina di storia poco conosciuta e per molto tempo dimenticata. Nel 1940, su ordine del NKVD, il Commissariato del Popolo degli Affari Interni russo, circa 22. 000 prigionieri di guerra polacchi, tra militari e civili, furono massacrati nella foresta di Katyń, nei dintorni di Smolensk. La stessa sorte toccò ai prigionieri reclusi nelle prigioni di Kharkov e Ostashkov. Scoperti questi massacri dai nazisti nel 1943, furono utilizzati da essi stessi come propaganda anti sovietica. L’ex SSSR, comunque, negò le proprie responsabilità fino al 1990, anno in cui ammise il misfatto ma mantenendo ancora oggi discrepanze e circostanze poco chiare. La visita si mostra accattivante e ci schiariamo un poco le idee, anche se in polacco, su questo triste accadimento. Da Auschwitz a Katyń passando per Birkenau, la Polonia sembra essere stata la terra prescelta, anche se da mani diverse, come luogo di eccidi di massa. Terminata la visita, ci trasciniamo in bus nuovamente verso il centro città. E’ una splendida giornata e vogliamo concederci un giro nell’affascinante quartiere di Praga, il più caratteristico ma anche, soprattutto un tempo, quello con più problemi sociali. Prima però, tappa in una pierogeria a masticare dei pierogi, uno dei piatti tipici polacchi. Dopo l’ottima masticata, ci rechiamo quindi nel quartiere Praga. Il nostro giro comincia dall’inizio, da dove è situato lo stadion Dziesięciolecia, lo stadio del decennale, oramai semidistrutto ed utilizzato sempre più come sede di un grande mercato polare. Le centinaia di bancarelle chiuse e la sporcizia post mercato ci fanno intuire che trattasi di uno dei mercati più volgari d’Europa. La nostra romantica passeggiata a tre all’interno del quartiere prosegue indisturbata se non dalle sensazioni che la zona ci riserva. Passiamo dalla vasca dell’orso, rientriamo verso Sródmiescie, il quartiere centrale, e ci rechiamo a darci una pettinata frugale. Stasera c’è l’atteso big match Italia – Spagna, quarto di finale di Euro 2008 e dobbiamo affrettarci. Pronti per gustarci la partita, ci buttiamo in Nowy Świat alla ricerca di uno dei numerosi bar in cui trasmettono le partite dell’Europeo. Un paio di allettanti posti sono già esauriti e la nostra scelta ricade in un pub semideserto. Non ci interessa, l’importante è poter assistere alla partita. I pochi polacchi presenti in sala sono equamente divisi tra il parteggiare per l'Italia e per la Spagna. Annaffiamo la tensione in alcuni giri di Żywiec. I tiri dagli undici metri risulteranno favorevoli agli spagnoli. Con una grande delusione, ci concediamo un ultimo giro per il centro città, che ci sembra alquanto deserto, ed andiamo mestamente a dormire. |



