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L'importanza di Giovanni Paolo II - Strona 3
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Wpisany przez Sandro Fratti   
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L'importanza di Giovanni Paolo II
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Un più esplicito collegamento fra il Papa e gli eventi del paese si ebbe nel novembre del 1980, quando il cardinale Wyszyński, ricevendo la delegazione di Solidarność, disse che a Roma aveva visto il Papa e che questi aveva un quadro aggiornato e completo della situazione del paese.
Nel dicembre del 1980 si ebbe uno degli atti più importanti dell’azione diplomatica di Giovanni Paolo II e fra i più significativi, politicamente, di tutto il suo pontificato. Mentre prendevano sempre maggiore consistenza i timori di un intervento sovietico, il Papa compì un gesto senza precedenti.
Egli inviò il 16 dicembre 1980 una lettera a Leonid Brežnev, Presidente del Soviet Supremo dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Karol Wojtyła gli ricordò che la Polonia fu uno dei Paesi firmatari dell’Atto di Helsinki, che fu stata la prima vittima dell’aggressione nazista alla base della seconda guerra mondiale, che i polacchi combatterono su tutti i fronti a fianco dei loro alleati e che ebbero quasi sei milioni di morti nel conflitto. Il Papa chiese a Brežnev che fosse rimossa la diffusa preoccupazione per i timori di una possibile invasione. I princìpi di Helsinki, affermò il Papa, andavano applicati e per tale obiettivo erano indispensabili il rispetto dei diritti della sovranità e il non intervento negli affari interni di ciascuno stato.
Fu un messaggio di un’originalità estrema di un grande capo religioso al capo di uno stato che incoraggiava l’ateismo e di un partito d’ideologia atea. Ci fu il coraggio di un messaggio diretto: la Chiesa cattolica era stata molte volte colpita, a livello strettamente religioso, ideale e anche nelle sue personalità, dai regimi comunisti e nella stessa Polonia. Karol Wojtyła si rivolse a Brežnev, da pari a pari, evidentemente consapevole di avere una forza, un prestigio, un seguito. Fu un atteggiamento che ben si poteva inserire nella visione pontificia secondo la presente realtà dell’Est europeo.
Inoltre ci fu il richiamo all’Atto di Helsinki, tanto voluto dall’Unione Sovietica perché sanciva assetti e confini europei, ma che pure conteneva anche disposizioni come quelle richiamate dal Papa sul rispetto dell’indipendenza delle nazioni e sulla non ingerenza.
Tutto, però, si mantenne entro i limiti della diplomazia e non fu pensabile immaginare che Karol Wojtyła potesse prendere un aereo e andare in Polonia, nell’ipotesi in cui si fosse verificata un’invasione da parte sovietica.
Il 28 marzo 1981 Giovanni Paolo II inviò una lettera al cardinale Wyszyński, nel quale affermò la necessità di continuare il dialogo fra governo e sindacato e di evitare la prova di forza che si sarebbe profilata per il 31 marzo, quando avrebbe potuto avere luogo l’annunciato sciopero generale, proclamato dopo i fatti di Bydgoszcz.
Il 30 marzo, comunque, Wałęsa e gli altri dirigenti di Solidarność, anche sotto la pressione di Wyszyński, raggiunsero un compromesso con il governo e lo sciopero del giorno dopo fu sospeso.
I mesi successivi furono caratterizzati da gravi e tragici avvenimenti: prima l’attentato al Papa, il 13 maggio per mano di Alì Agca, poi la scomparsa del Primate Wyszyński il 28 maggio.

 

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