Riflessioni nel periodo della pandemia.

Vorrei raccontarvi di viaggi per la mia Polonia o magari pubblicarvi qualche bella foto. Ma non è il momento.

 

Siamo chiusi in casa mentre un mostriciattolo rotondo ci sta mettendo paura, sta rivoluzionando le nostre vite e ci sta pure facendo smettere di cantare dai balconi.

Presto però finirà. Torneremo a uscire, a viaggiare, a guardare il prossimo come un essere umano e non come un appestato da tenere lontano con collane d'aglio.

Questo affarino microscopico nella sua spietatezza ci sta però insegnando qualcosa. Ci sta portando a recuperare tempo preso ai nostri cari dai ritmi sfrenati richiesti dalla società. Ci stiamo godendo ritmi lenti dedicati ad attività che abbiamo smesso di apprezzare. Ci sta insegnando che la libertà e il tempo libero sono troppo preziosi per sprecarli in un tran-tran quotidiano di produci-consuma-crepa.

Perché il ritorno alla vita non deve per forza significare un tuffo del passato. Approfittiamo di questi momenti per ragionare sui nostri ritmi. Guardiamoci intorno e ragioniamo se tutto quello che facciamo ogni giorno è veramente necessario e buono.

Forse il mondo non cambierà. Le aziende dovranno far quadrare i bilanci e si riprenderà la spasmodica corsa alla cosiddetta crescita. Ma ciascuno di noi può iniziare una piccola rivoluzione interiore. Non sprechiamo questo tempo prezioso.