Salviamo la foresta di Białowieża

Da anni si parla dell'estensione del Parco Nazionale di Białowieża a tutto il territorio della foresta.

Tuttavia le resistenze della politica locale e nazionale sono una barriera al momento difficile da sormontare.

Quanto è grande il parco di Białowieża

Avevo già scritto in merito all'esigua percentuale di parchi nazionali in Polonia, da vent'anni coprono intorno al 1% del territorio nazionale, ben sotto la media europea e non si prospetta una sua estensione nel breve termine.

Riguardo Białowieża, solo il 17% del territorio è parco nazionale e circa un terzo è in area di riserva. Il resto è sotto la gestione della forestale, significa quindi che viene utilizzata per fini commerciali. In Bielorussia il 100% della foresta è parco nazionale.

La particolare resistenza della foresta e la capacità di adattarsi ai cambiamenti climatici consente comunque una certa facilità di rigenerazione nel corso del tempo. Anche negli ultimi anni in cui le precipitazioni sono diminuite la foresta ha continuato a rigenerarsi mantenendo la sua biodiversità.

 

Perché la foresta non è interamente protetta?

Come già accennato nell'articolo sull'istituzione di nuovi parchi nazionali in Polonia e sul Parco Nazionale del Giura o Jurajski Park Narodowy, le autorità locali hanno un sostanziale diritto di veto sulla protezione delle aree nei propri comuni.

In pratica, se il governo volesse creare un parco nazionale in un dato territorio e il sindaco di un piccolo villaggio all'interno di quell'area fosse contrario, allora quel parere è vincolante.

Le motivazioni sono solitamente legate alla mancanza di lavoro, all'emigrazione e alla povertà, quindi alla perdita della possibilità di sfruttamento del territorio per fini commerciali. È vero che si tratta spesso di piccole località, tuttavia almeno quelle a Nord della foresta sono sostanzialmente tagliate fuori dal circuito turistico intorno al parco. Non per nulla anche in periodi di alta stagione, quelle aree sono poco frequentate.

Anche Białowieża era un villaggio. Grazie però al turismo attorno al parco si è creata un'industria su cui si basa l'economia locale. Basti pensare agli hotel, agli agriturismi, ai ristoranti, al personale del parco e alla notorietà del luogo a livello nazionale e internazionale. Un continuo flusso di turisti per buona parte dell'anno è una garanzia di lavoro e di sostentamento per la popolazione.

Certo il flusso turistico va controllato, Białowieża a fatica sopporta il turismo di massa in alta stagione e soprattutto una eccessiva presenza turistica è un notevole stress per la foresta.

È proprio grazie a una corretta forma di protezione che la foresta può essere salvaguardata consentendo nel contempo alla popolazione locale uno sfruttamento sostenibile per fini turistici.

 

Il caso dei tarli

Questo argomento è stato spesso dibattuto negli ultimi anni. Secondo il governo, dato che ci sono i tarli occorre salvare questa povera foresta....tagliando e portando via tutto.

Dubito nell'ignoranza ma credo più nella malafede. La foresta di Białowieża esiste da secoli e si rigenera continuamente grazie alla mancanza d'ingerenza dell'uomo.

In una foresta, i tarli uccidono un albero, questo cade a terra e crea nuova vita, nuove piante e trovano casa parecchie specie d'insetti. Si chiama ciclo biologico.

Portare via gli alberi mangiati dai tarli significa interferire nel ciclo biologico eliminando la fonte di generazione di nuova vita. L'ingerenza umana è ben più dannosa dei tarli.

Il motivo è semplice, si è trovata la scusa dei tarli per l'utilizzo del legno per fini commerciali. Va fermato.

Basti vedere l'atteggiamento delle autorità bielorusse che in questo caso vanno prese come esempio. Loro sostengono che i tarli ci sono sempre stati e che devono esserci, punto. È un concetto di una chiarezza lapidea.

 

Sfruttamento del legname

Partiamo da un concetto di base, il legno lo utilizziamo tutti. Io ho stesso che scrivo questo articolo conosco bene il settore avendoci lavorato occupandomi di vernici per il legno proprio in Polonia.

Industria del mobile, del parquet e dell'oggettistica, prodotti per esterni come panchine, gazebo, recinzioni, pavimentazioni. Intere case vengono costruite in legno e con trattamenti come l'accoya può essere utilizzato anche per le costruzioni. È una risorsa ecologica, rinnovabile e riutilizzabile.

Inoltre il mercato polacco del mobile è il terzo in Europa nonché sesto del mondo. Dire di fermare un'industria del genere sarebbe ipocrita quanto irresponsabile.

Ciò non toglie che per questa industria è necessario uno sfruttamento delle risorse sostenibile nel rispetto della natura e della biodiversità evitandone un consumo scriteriato.

La particolarità della foresta di Białowieża è proprio la mancanza d'ingerenza umana, da sempre alberi, piante e animali nascono, muoiono e diventano fonte di vita per nuove specie. È così da secoli.

Gran parte delle foreste polacche sono già gestite dalla forestale e il legname viene sfruttato a fini industriali. Tuttavia data la particolarità del luogo, è bene cercare le risorse altrove.

 

La storia di Łukasz Supergan

Allo scopo di sensibilizzare l'opinione pubblica sull'argomento, nel luglio del 2020 un ragazzo di nome Łukasz Supergan, attivista di Greenpeace Polska, ha percorso a piedi tutti i 180 km di quello che dovrebbe essere il confine del parco nazionale di Białowieża in caso di estensione al 100% del suo territorio.

Il suo viaggio gli ha permesso di raccontare sia la biodiversità che l'equilibrio naturale in un luogo unico ma soprattutto di quanto sia importante una maggiore forma di protezione per la salvaguardia della foresta.

Durante il suo percorso ha attraversato sentieri e paludi, visto alberi centenari e avuto modo di confrontarsi con le realtà locali.

Durante i suoi colloqui si è evidenziato come siano più che altro alcuni interessi economici a ostacolare l'estensione del parco al cospetto di un'opinione pubblica locale sostanzialmente neutrale sull'argomento.

 

Soluzioni

Un importante passo sarebbe quello di eliminare il veto della politica locale per l'apertura di nuovi parchi nazionali o per l'estensione di quelli esistenti. Questo è il motivo per cui dal 2001 in Polonia non si aprono nuovi parchi nazionali.

Le foreste devono rinnovarsi ed estendersi, gli alberi più vecchi non vanno tagliati ma protetti così come quelli all'interno dei parchi, nelle riserve naturali e nelle aree della rete di Natura 2000.

Soprattutto, le autorità polacche dovrebbero avere più a cuore il futuro di un patrimonio polacco e dell'umanità come la foresta di Białowieża.

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