Tutti gli appassionati di montagna che vivono in Slesia, volgendo lo sguardo a Sud nelle limpide giornate estive, sono solitamente alla ricerca di una gobbetta sulla cima più alta.

Quella cima è il Babia Góra, una delle montagne più suggestive e visitate nella zona.

Cima del Diablak fotografata da Zawoja

 

Geografia e altitudini

Si trova nella catena dei Beschidi di Żywiec, appartenenente ai Beschidi Occidentali che si estende in linea NE-SO lungo il confine polacco-slovacco. 

Il Parco Nazionale di Babia Góra  (Babiogórski Park Narodowy in polacco) è di uno dei più piccoli in Polonia.

Ruota attorno al Diablak, che, con i suoi 1725 m è uno dei principali rilievi in Polonia.
Durante la salita si attraversano quattro piani climatici: da 700 m a 1150 m si attraversa un clima di bassa montagna ricca di picee e faggi. 

Da 1150 m a 1360 m ci si trova in un clima di alta montagna, anch'esso in foresta, sempre ricca di picee e piante con foglie ad aghi. 

Da 1360 m a 1650 m il cambio è brusco e si passa a un clima sub alpino. Finita la foresta si attraversano cespugli di pini mughi, rose alpine, ribes, in particolare la specie petraeum e salici. 

Da 1650 m a 1725 m il clima è prettamente alpino, con presenza di Pulsatille e Anemone a fior di Narciso.

Questa fascia climatica interessa esclusivamente la zona nei dintorni del Diablak.  

Panorama della valle attorno a Zawoja fotografata da Przełęcz Brona

 

Zawoja

È il punto di partenza ideale per visitare il parco. Ha la particolarità di essere il paese di campagna più “lungo” della Polonia.  

Ha infatti un'estensione Est-Ovest di circa 18 km fino proprio ai confini di Stato.

Lungo la strada n. 957 si può notare un'alternanza di nuove ville e vecchie costruzioni rurali tipiche del territorio.

Nel centro di Zawoja, si può visitare la cappella di S. Clemente. Interamente in legno, risale al diciannovesimo secolo.

Ha una torre principale sull'ingresso e altre due, di dimensioni decisamente ridotte, sul retro.

Altro posto di particolare interesse è la direzione del Parco Nazionale di Babia Góra.

Situato a poche centinaia di metri da uno degli ingressi principali del parco all'inizio della pista verde, vale la pena visitare l'esposizione permanente.

Al suo interno, previo pagamento di un biglietto, si può visitare una ricostruzione dell'aspetto faunistico ed etnografico della zona con alcuni esempi degli abiti storici dei montanari del luogo.

La passeggiata, di pochi minuti, è accompagnata dall'audio dei vari animali che popolano le zone di Babia Góra. 

La mostra si può visitare dal martedì al venerdì dalle 9.00 alle 15.00.
Sulla pista verde è possibile visitare un museo all'aperto (skansen im. Józefa Żaka).

Chiedendo le chiavi ai proprietari e pagando un biglietto si possono visitare al suo interno le varie costruzioni in legno.

In uno di questi sono presenti diverse foto come quelle dei padri fondatori del parco, sulla creazione dei primi percorsi turistici e alcuni cimeli come storici sci utilizzati decine di anni fa.

Utilizzando la chiave fornita dai proprietari, si può visitare una piccola carpenteria con i vari strumenti tipici dei fabbri di un tempo, mentre nell'ultima costruzione ci trova una mostra con immagini sacre e una ricostruzione di una tipica camera da letto delle abitazioni di un secolo fa.  

Panorama in salita verso il Diablak

 

Percorso da Zawoja a Markowe Szczawiny

Da Zawoja, uno dei percorsi principali comincia con la pista verde.

Pagando un biglietto d'ingresso si può cominciare la salita. Il parcheggio costa invece 5 zł.

Da ricordare che non è possibile portare i cani con sé e che né andare nel parco in bicicletta. Le pendenze non lo consentirebbero comunque.

La prima parte del percorso è forse quella meno impegnativa, sia perché le temperature sono più alte, sia perché la morfologia del territorio non comporta pendenze notevoli.

Sulla destra si attraverseranno i confini della riserva stretta del parco. 

Ovviamente non è possibile da visitare anche perché fuori dal percorso turistico.
La prima tappa di rilievo, dopo una salita di 1 ora e mezzo, è il rifugio PTTK di Markowe Szczawiny.
Al suo interno è possibile pernottare previo prenotazione o semplicemente fare una pausa per ristorarsi. Durante la bella stagione è aperto un punto di ristoro all'aperto con i sedili in legno all'esterno.
La pausa a Markowe Szczawiny è significante perché spesso, lungo quella quota, c'è un cambio repentino delle condizioni climatiche. Anche in primavera, sebbene le temperature esterne siano già abbastanza alte, si può ancora trovare la neve.

Salita sul Diablak

Babia Góra - Profilo altimetrico

Da lì in poi le condizioni morfologiche saranno ben più ostiche.

Si può salire con la pista rossa fino a Przełęcz Brona affrontando un'ascesa di circa mezz'ora con pendenze parecchio elevate.

Inoltre, il versante è spesso soggetto a un forte vento che mantiene le temperature basse e conserva la neve per gran parte dell'anno.
L'arrivo a Przełęcz Brona consente di godere del primo grande colpo d'occhio sulla valle di Zawoja.

A quel punto si potrà decidere se andare verso Ovest alla volta del Piccolo Babia Góra (Mała Babia Góra), distante solo una mezz'ora (piste verde e blu), oppure proseguire per il Diablak.

Proseguendo per la pista rossa, verde e blu, le pendenze saranno ancora impegnative ma non come quelle precedenti.

Tuttavia si noterà un repentino cambiamento climatico e una continua esposizione a forti venti.

Anche da un punto di vista vegetativo le differenze sono sostanziali, si passerà progressivamente da un clima temperato fino ad arrivare a condizioni decisamente alpine.

Dopo circa un'ora, si raggiungerà la il Diablak, ovvero la principale cima del Parco Nazionale di Babia Góra.

È interamente coperta da un cumulo di rocce che consente di ripararsi dal forte vento e di riposare dopo la salita. 

Sono presenti, inoltre, un monumento in memoria di Giovanni Paolo II e un cartello indicante l'ingresso in Slovacchia.

Il Diablak è sul confine di Stato e da lì si può proseguire per la pista gialla entrando nel lato slovacco della riserva.

Discesa dalla cima del Diablak a Zawoja

Per tornare a valle, si può percorrere sempre la pista gialla tornando quindi a Markowe Szczawiny oppure quella rossa per Sokolica.

Anche sul versante più orientale, per gran parte dell'anno molte aree sono innevate e ciò rende difficoltosa la discesa.

Dopo circa 1 ora, si raggiunge uno dei più bei punti panoramici come il Sokolica, con rocce a strapiombo e una bella vista del Diablak.

Scendendo ancora per altri 30 minuti circa, si raggiunge il parcheggio di Przełęcz Lipnicka.

Da lì non partono però mezzi pubblici. Per ritornare a Zawoja si può percorrere la pista blu per un tratto fino alla strada asfaltata n. 957.

Dopo un'ora e mezza di cammino si ritorna a Zawoja.

 

  Salita verso il Diablak

 

Indicazioni di viaggio

Trattandosi di una salita alquanto ostica e attraversando praticamente tutte le stagioni, è bene partire ben attrezzati.

Anche se si è in piena estate, è bene avere una giacca a vento e dei buoni scarponi invernali.

Pur godendo di alte temperature in estate ai piedi del monte, da Markowa Szczawina in poi il cambio di temperatura sarà repentino.

Inoltre, sia le folate di vento che l'aspetto meteorologico cambia di continuo, per cui è bene essere preparati. Non è un percorso consigliato ai bambini.

Come raggiungere il parco

Si trova nel voivodato della Piccola Polonia (woj. Małopolskie), anche se molto vicino al confine con la Slesia.

Per cui è ben raggiungibile sia da Katowice che da Cracovia, oltre a essere molto vicino al confine slovacco.

Il Diablak è infatti un punto di confine con la Slovacchia.

In macchina si può percorrere la strada n. 28 che collega Wadowice (raggiungibile sia da Cracovia che da Katowice) a Rabka Zdrój.

Da Nord, dopo Sucha Beszidzka, ci sarà lo svincolo per la strada n. 957 che porta direttamente a Zawoja.

Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Sucha Beskidzka e di Maków Podhalański.

Da lì sono frequenti i collegamenti per Zawoja con autobus PKS e minibus.

Da sottolineare che, essendo poco distante dai monti Tatra e da Zakopane, le strade nel weekend sono spesso particolarmente trafficate.

Mappa del parco