Parco Nazionale di Babia Góra

3- Racconto dell'escursione, versante meridionale polacco-slovacco

Montagne della Slovacchia viste dalla cima del Diablak

Questo percorso attraversa in parte il territorio della Slovacchia. Dati i panorami sui Bassi Tatra e sul Mala Fatra, è sicuramente il più suggestivo per via dei paesaggi.

Inoltre, si tratta di un percorso poco battuto dai turisti. Ideale per chi vuole tranquillità nei giorni più affollati.

In compenso, è quello che richiede un viaggio più lungo per raggiungere il punto di partenza per chi arriva dalla Polonia.

Il percorso programmato dura circa cinque ore e mezza per una lunghezza di oltre tredici chilometri e un'ascesa di mille metri.

La partenza avviene da Stańcowa, un piccolo parcheggio a Nord del villaggio di Przywarówka. Oltre a essere un importante punto di partenza per raggiungere il Diablak, storicamente è interessato dal pascolo di capre e mucche già dai periodi precedenti alla Prima Guerra Mondiale.

Dal parcheggio attraverso il ponte sul torrente Lipniczanka per poi cominciare la salita dopo centicinquanta metri sulla sinistra. Da qui è prevista una salita di circa due ore e mezza fino alla cima.

Tutto il sentiero iniziale prosegue in una fitta foresta di conifere. Le pendenze inizialmente non sono elevate ma, soprattutto in inverno, occorre stare attenti ai segnali in quanto il sentiero. Dopo poche centinaia di metri, il sentiero svolta a sinistra mentre dritto si prosegue su una strada riservata ai boscaioli chiamato Drabnikowa Droga.

Più si sale più le pendenze aumentano. In inverno lo strato di neve può essere molto elevato e i ramponcini turistici, così come i bastoncini, possono rivelarsi fondamentali per il proseguimento della salita.

Intorno ai milleduecento metri si apre uno spazio nella foresta con uno splendido panorama sui Mala Fatra e i Bassi Tatra in territorio slovacco. Questo può essere un piacevole punto di sosta per recuperare gli sforzi della salita.

Salendo si trova una capanna con il segnale di accesso nel territorio del parco nazionale. Solo superati i millequattrocento metri di quota si supera il limite degli alberi. Da qui si apre una distesa fino alla cima mentre, alle nostre spalle, i monti della Slovacchia si fanno sempre più evidenti.

A milleseicentosedici metri si giunge alle rovine del vecchio rifugio Beskidenverein. Aperto nel 1905, è stato per decide d'anni il più alto posizionato sui Monti Beschidi. Nel 1949 è stato distrutto da un incendio ma solo negli anni settanta le rovine sono state portate via. Trovandosi all'interno del parco nazionale, è stato deciso di non ricostruirlo.

Dalle rovine del rifugio alla cima mancano solo venticinque minuti di marcia in ripida salita.

Una volta goduti i piaceri della cima recuperando le forze, comincia la discesa in territorio slovacco sul sentiero giallo. Ci si dovrà abituare a salutare gli escursionisti con un Ahoj al posto del polacco cześć. Il panorama di fronte a noi rende ancor più piacevole la discesa.

Il versante slovacco non è parco nazionale, per cui sono più frequenti i capanni dove potersi fermare e accamparsi per una sosta. Tuttavia viene definito come Zona A con tutte le protezioni necessarie a livello ambientale. Il sentiero attraversa la foresta e il torrente fino a raggiungere la base nei pressi di Hájovna Na Rovinách dove si trovano alcuni edifici in legno.

Da qui si prosegue a sinistra lungo il sentiero blu. Teoricamente può essere affrontato dalle automobili, in pratica è una strada all'interno della foresta difficile da attraversare.

Il sentiero, chiamato Pańska Cesta, è un continuo saliscendi all'interno della foresta. Dopo un'ora di cammino si oltrepassa il confine e dopo quindici minuti si raggiunge il parcheggio di Stańcowa.

 

 

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