Salite fra i boschi fino alle cime con panorami mozzafiato. Strette gole dove scorrono le limpide acque del fiume Dunajec da percorrere nelle storiche zattere. Lunghe gite in bicicletta sulla pista ciclabile adiacente al fiume fino a sconfinare in Slovacchia. Questa è Pieniny, uno dei più suggestivi parchi nel Sud della Polonia.

Tre Corone

 

Geografia

Il Parco Nazionale di Pieniny (Pieniński Park Narodowy in polacco), si trova nel Voivodato della Piccola Polonia (woj. Małopolskie) esteso fra la Polonia e la Slovacchia presso la valle del fiume Dunajec (confine naturale fra i due paesi) fino al Lago Czorsztyn.
È situato a poco più di 100 km a Sud di Cracovia. Le località più vicine sono quelle di Szczawnica e Krościenko (dove si trova la sede del parco) a Est e Czorsztyn a Ovest.

Geologia

Il territorio si trova su una cintura di strati sovrascorsi (Pieninski klippen belt in inglese, Pieniński pas skałkowy in polacco).

Strutturalmente presenta infatti una delle strutture tettoniche più complesse dei Carpazi: sono evidenti nel percorso complesse pieghe, sovrascorrimenti e strati verticali, dovute a forti compressioni dei terreni adiacenti.
Si trova al confine fra i Carpazi interni e quelli esterni flyshoidi, con alternanze di depositi di mare profondo e di piattaforma, a testimonianza dell'intensa attività tettonica.

Sono presenti diverse unità tettoniche: l'unità Czorsztyn, caratterizzata da depositi di piattaforma come i calcari a crinoidi e calcari rossi; l'unità Kysuka-Pieniny, la più profonda con una notevole presenza di radiolariti che caratterizzano la cima del Tre Corone e quella del Sokolica; l'unità Pruske, transizionale; l'unità Klape, con depositi di mare superficiale come i conglomerati; l'unità Orava, caratterizzata dalla presenza di calcilutiti ad ammoniti e l'unità Manìn, anch'essa interessata da una presenza di calcilutiti.
La serie comincia nel Giurassico medio fino Cretaceo inferiore.
Da un punto di vista geomorfologico la zona è caratterizzata dai fitti meandri del fiume Dunajec la cui evoluzione è avvenuta erodendo i calcari fino a scavarsi un letto con pareti fino a 500 m di dislivello. Il Dunajec è uno degli affluenti del fiume Vistola.

Natura

Vista la diversità geomorfologica del parco, la flora di Pieniny è alquanto diversificata: si possono trovare due piante che non crescono da nessun'altra parte del mondo, ovvero il mniszek pieniński e lo pszonak pieniński.
La Fauna del parco è molto ricca e rappresenta quasi la metà delle specie conosciute in Polonia.
Numerosi sono gli invertebrati, si calcolano infatti più di 6000 specie di insetti tra cui bellissime farfalle come Parnassius apollo, Cauchas leucocerella e Zygaena brizae.
Sono presenti, inoltre, i plecopteri, importanti indicatori di purezza dell'acqua dei fiumi, purtroppo diminuiti dopo la costruzione del lago Czorsztyn e rarissime speci di molluschi come la lumaca Pupilla triplicata.
Il mondo dei vertebrati è rappresentato da uccelli che hanno trovato il loro habitat naturale sulle pareti rocciose, dove nidificano, come il picchio muraiolo o il preziozissimo falco pellegrino.
Altri vivono nelle foreste, come gufi, picchi o la rara cicogna nera.
Lungo il Dunajec, inoltre, si puo sentire il re delle quaglie.
I grandi mammiferi si vedono raramente a Pieniny, anche perchè lo spazio è limitato: il gruppo più numeroso è costituito da piccoli roditori tra cui il ghiro (a rischio di estinzione) e vari
pipistrelli. Nel Parco si possono incontrare anche anfibi e 7 delle 9 speci di rettili presenti sul teritorio polacco.

Sokolica e il Tre Corone (Trzy Korony)

Pino secolare sulla cima del Sokolica prima del danneggiamento del 2018


I percorsi di montagna sono piacevoli e non troppo complicati, anche se si consiglia sempre una buona attrezzatura per il trekking come un buon paio di scarpe da montagna (vivamente sconsigliate le scarpe da tennis), delle ghette o dei pantaloni adatti a ripararsi dal fango.
Partendo da Szczawnica, all'inizio della Strada di Pieniny (percorso che porta fino al Convento Rosso, in Slovacchia) si vedrà una specie di chiosco in legno e le indicazioni per il Sokolica (pista blu). Per andarci occorre scendere verso la riva del fiume dove, con una zattera e pagando un simbolico biglietto vi porteranno dalla parte opposta del fiume.
Tutto il percorso scorre lungo una fitta vegetazione con salite più o meno difficili spesso assistite da dei passamano (prima erano in legno, ora sono in un gelido metallo).
Durante il percorso è possibile incontrare delle anziane signore del luogo intente a vendere il ser góralski, ovvero un buonissimo formaggio del luogo fatto con latte di capra (affumicato e non) e diversi punti illustrati con la descrizione delle caratteristiche della tappa.
Fra le tappe più interessanti c'è il Sokolica (747 m.) da dove si gode di un bellissimo paesaggio verso le montagne slovacche e, in basso, verso i meandri del Dunajec.

Caratteristico della cima è la presenza dei resti di un pino centenario. Purtroppo il 6 settembre 2018 è stato gravemente danneggiato da un elicottero durante un'operazione di soccorso e adesso ne è rimasto veramente poco.
Per salire sul punto panoramico del Sokolica, occorre pagare un biglietto normale o ridotto per studenti, pensionati, invalidi e militari (conservate il biglietto, sarà valido anche per il Tre Corone).
Da lì si può proseguire verso le rovine del castello (ormai ridotto a poche mura) e, soprattutto, verso il Massiccio delle Tre Corone, simbolo del parco e chiamato così per gli spuntoni di roccia che danno proprio l'impressione di una montagna "coronata".
Le varie cime del Tre corone sono l'Okrąglica (ovvero la cima più alta del parco a quota 984 m), Płaska Skała (950 m), Nad Ogródki (940 m), Pańska Skała (920 m) e Kopa (837 m).
Dalla cima c'è un bel paesaggio lungo la Slovacchia, il Czerwony Klasztor e il Dunajec. Per salirci occorre acquistare un biglietto (oppure mostrare quello acquistato sul Sokolica) e seguire il percorso, costruito interamente in metallo, che porta direttamente al punto panoramico.

Szczawnica

Piccolo paese immediatamente adiacente al parco. Insieme a Krościenko nad Dunajcem rappresentano i principali centri turistici di Pieniny.
La vita di Szczawnica si sviluppa sulle rive del fiume Dunajec che taglia in due il paese. Sono presenti diversi locali, ristoranti, negozi con souvenir e tanto altro a misura per il turista.
Proprio sul Dunajec è sovente imbattersi in gare di canoa, rafting e canadesi oltre a molta gente dedita alla pesca.
Arrivando a Szczawnica è presente in un grande parcheggio proprio adiacente al fiume. Da lì si attraversa un ponte che porta poi a un lungo percorso pedonale e ciclabile che porta fino all'ingresso del parco.
Nei dintorni del parcheggio sono presenti diversi noleggi di biciclette, a prezzi accessibili, nonché navette che accompagnano i turisti nel luogo di inizio della traversata.
Seguendo il percorso pedonale si arriva all'ingresso del parco dov'è presente un museo con plastici e documentazioni sulla storia del parco.
Per chi vuole invece proseguire per la pista rossa andrà dritto per il percorso adiacente al fiume fino al confine con la Slovacchia.
Non ci sono particolari cartelli né dogane, il passaggio in Slovacchia avviene quasi senza rendersene conto.

Krościenko Nad Dunajcem

Paesino un po' più a Ovest di Szczawnica, dove si trova la sede del Parco Nazionale.
Fra le curiosità, sicuramente da visitare il museo del Parco Nazionale di Pieniny e una caratteristica chiesa in legno del XIV sec. in style barocco.
Da lì parte e finisce la pista verde, che porta fino ai pressi del Sokolica per poi rientrare in paese, chiudendo il circuito
È anche la tappa finale della traversata in zattera.

Valle del Dunajec

 

Traversata in zattera sul Dunajec (spływ nad Dunajcem)

La traversata in zattera è sicuramente la più interessante peculiarità di Pieniny.
Da Szczawnica partono diverse navette (autobus a 12 posti) che accompagnano direttamete a Kąty, dov'è presente la struttura da dove partono le zattere per la traversata.
All'interno della struttura saranno presente descrizioni sulla geologia e l'evoluzione geomorfologica del territorio (in polacco) e alcune istruzioni generali in diverse lingue (manca però l'italiano).
Verrà quindi attribuito un numero corrispondente all'imbarcazione dove ci si dovrà recare per imbarcarsi.
Subito fuori la struttura, sono presenti alcuni campioni di rocce rappresentanti la geologia del territorio come conglomerati, calcari bianchi di Pieniny, calcari rossi e calcari bianchi a crinoidi.
L'impatto con la “flotta” è notevole: si calcola che i polacchi abbiano circa 250 zattere contro le 50 degli slovacchi. Le imbarcazioni sono come quelle di un tempo, ovvero vecchie zattere in legno, spinte da lunghi bastoni in legno che si muovono facendo leva sul fondale, adattate per il turismo con 12 posti a sedere, condotte da due persone con i vestiti caratteristici dei montanari, uno dei quali sovente raccontare le tradizioni del luogo intrattenendo i turisti (non createvi problemi a chiedere di scattarvi una foto con la vostra macchina fotografica).
Nel costume tradizionale, spicca un cappello contornato da conchiglie: secondo la tradizione, i montanari portavano a Danzica il legname, così, dopo ogni viaggio, veniva aggiunta una conchiglia al copricapo.
All'inizio della traversata, verrà chiesto ai passeggeri se sono interessati a una foto ricordo: da una torretta, un fotografo scatterà alcune foto all'imbarcazione che, all'arrivo a Szczawnica, sarà già pronta per il ritiro in formato cartolina ricordo.
La durata é di circa 2-3 ore e ha un contorno particolare: si viaggia infatti con la Polonia alla propria sinistra e con la Slovacchia alla propria destra. È davvero una sensazione particolare vedere da una parte all'altra del fiume altre lingue, altre bandiere, altre culture.
Fino all'inizio della seconda guerra mondiale anche il versante slovacco apparteneva alla Polonia: infatti la Strada di Pieniny, adiacente la sponda slovacca, fu costruita proprio dai polacchi prima dell'inizio della guerra.
Lungo il tragitto, si passa nel pressi del Convento rosso e sotto un vistoso ponticello in legno che collega la Polonia con la Slovacchia. Oltre a questi, si passa sotto i principali pendii del luogo, dove domina il Tre Corone, con i suoi spuntoni calcarei a simboleggiare l'intero parco.
Si alternano zone molto tranquille del fiume, rapide e meandri stretti che rendono un po' più piccante il tragitto (comunque nessuna paura, le guide sono molto esperte).
La traversata è possibile da Aprile a Ottobre. Gli orari di apertura delle biglietterie sono, ad Aprile, dalle 9:00 alle 16:00, da Maggio ad Agosto dalle 8:30 alle 17:00, a Settembre dalle 8:30 alle 16:00 e a Ottobre dalle 9:00 alle 15:00.

Strada di Pieniny e Convento Rosso

Il Parco Nazionale di Pieniny è anche molto piacevole da girare anche in bicicletta.
Nei pressi dell'esteso parcheggio di Szczawnica, a prezzi molto accessibili (circa 3 zł l'ora) si possono noleggiare delle mountain-bike, col quale è possibile sconfinare.
Da lì si va verso la Strada di Pieniny (pista rossa, droga pienińska in polacco, pieninska cesta in slovacco) che porta all'ingresso del parco, fino a superare il confine, entrando quindi in Slovacchia.
Una volta superato il confine (ovviamente non ci sono più militari dall'ingresso della Polonia e della Slovacchia nel trattato di Schengen), ci si può dirigere verso la già accennata pista ciclabile, lunga circa 10 km, che percorre a ritroso il Dunajec.
Il percorso è piacevole, interamente sterrato, con qualche saliscendi assolutamente accessibile, la pista ciclabile è molto curata e sicura e i paesaggi sono spettacolari.
Sostanzialmente si percorre “controcorrente” il Dunajec, ci si imbatterà nelle zattere piene di turisti e in alcuni punti dove vale la pena fermarsi per godere del bellissimo paesaggio lungo i meandri del fiume.
Alla fine della Strada di Pieniny, dopo poco più di mezz'ora, si arriva al Convento Rosso (Czerwony klasztor in polacco, Červený kláštor in slovacco), un monastero cartusiano e camaldolese di origine medievale dove ci si può fermare a mangiare e bere una buona birra slovacca.
Questo monastero ispirò Claudio Piras nella stesura del libro “Il Convento Rosso”. Adesso è presente un museo e alcuni locali dov'è possibile ristorarsi con una salsiccia e un buona birra slovacca.
Il percorso presenta qualche asperità con qualche saliscendi, nulla di impegnativo per chi va regolarmente in bici, bisogna però stare attenti qualora si volesse affrontare il percorso con i bambini (esperienza diretta), alcuni punti sono a picco sul fiume.

Lago Czorsztyn

  

Lago Czorsztyn e Castello di Niedzica


Suggestivo lago artificiale sulla parte settentrionale del parco e si estende da NO a SE. Nella parte meridionale, sono presenti due castelli, quello di Czorsztyn (costa settentrionale) e quello di Niedzicy, adiacente la diga.
In base a quale castello si visita per primo, conviene raggiungere il secondo con uno dei tanti battelli che fanno avanti e indietro per il lago, ammirando così il lago da un altro punto di vista.
Entrambi i castelli sono visitabili e i dintorni sono ben attrezzati per i turisti.

Come raggiungere il parco

Nei dintorni del parco non sono presenti linee ferroviarie. Szczawnica e Krościenko sono invece ben collegate a diverse città della Polonia attraverso autolinee PKS. Fra le grandi città, la più vicina è Cracovia, capitale del Voivodato della Piccola Polonia (woj. małopolskie) dove tra l'altro si trova il parco. Le stazioni ferroviarie più vicine sono quelle di Nowy Targ (a Ovest) e Nowy Sadz (a Est). Da lì sono frequenti gli autobus per i paesi prossimi al parco.
La strada principale nei dintorni del parco è la regionale (droga wojewódzka in polacco) n. 969 che va da Nowy Targ a Stary Sącz.
Arrivando da Nowy Targ, consiglio il Lago di Czorsztyn come prima tappa, per poi proseguire per Krościenko o Szczawnica.

Mappa del parco