Il direttorio dei piatti tipici polacchi: zuppe, pierogi, secondi, street food e dolci. Filtra per categoria, cerca un piatto e scopri cos’è e come si pronuncia.
Zuppa acida di farina di segale fermentata, servita con salsiccia bianca e uovo sodo, spesso dentro una pagnotta scavata.
Brodo limpido di barbabietola rossa, leggermente acidulo. A Natale si beve con i piccoli uszka ripieni di funghi.
I ravioli più famosi: ripieni di patate e formaggio fresco (twaróg), serviti con cipolla rosolata. “Ruskie” qui significa ruteno, non russo.
Ripieni di crauti e funghi: i ravioli della Vigilia di Natale, senza carne.
Lo stufato nazionale: crauti e cavolo cappuccio cotti a lungo con carni miste e salsiccia. Migliora se riscaldato più volte.
Cotoletta di maiale impanata e fritta, la “cotoletta della domenica”, di solito con patate e insalata di cavolo.
Mezza baguette gratinata con funghi, formaggio e ketchup: lo street food serale per eccellenza, nato negli anni ’70.
Formaggio affumicato di latte di pecora dei monti Tatra, spesso servito grigliato con marmellata di mirtilli rossi.
Bombe fritte ripiene di confettura di rosa canina, regine del Tłusty Czwartek (Giovedì grasso).
La cheesecake polacca, a base di twaróg, più asciutta e densa di quella all’americana.
Rotolo lievitato ripieno di semi di papavero macinati, dolce delle feste, soprattutto a Natale.
Vodka aromatizzata con un filo d’erba dei prati di Białowieża; in cocktail con succo di mela è la “szarlotka”.
Nessun piatto trovato. Prova con un altro nome o togli i filtri.
La cucina polacca è di sostanza, pensata per i lunghi inverni: tanti cereali, patate, cavolo, carne di maiale e latticini freschi. Eppure è anche piena di sorprese, dalle zuppe acide come lo żurek ai dolci di papavero. Questo direttorio raccoglie i piatti che incontrerai più spesso, divisi per categoria e con una trascrizione della pronuncia pensata per un orecchio italiano.
Il cuore della tavola sono i pierogi, i ravioli ripieni in versione salata o dolce, e le zuppe, che qui non sono un semplice antipasto ma spesso un piatto unico. Tra i secondi spiccano il bigos e il kotlet schabowy, mentre lo street food urbano ruota attorno alla zapiekanka. Per chiudere, i dolci delle feste come pączki e makowiec. Per scoprire storia, abbinamenti e dove assaggiare ogni piatto leggi la guida completa cosa mangiare in Polonia.
Molti piatti sono legati al calendario: la carpa e i pierogi di magro alla Vigilia di Natale, i pączki al Giovedì grasso. E quando sei al ristorante o al mercato, il frasario con pronuncia ti aiuta a ordinare senza impacci. Ricorda solo di avere con te dei contanti: trovi i dettagli nella guida su come pagare in Polonia.
Non ce n’è uno solo, ma i più rappresentativi sono i pierogi (i ravioli ripieni), il bigos (lo stufato di crauti e carne) e il kotlet schabowy (la cotoletta di maiale impanata). Insieme allo żurek, la zuppa acida di segale, sono i piatti che ogni viaggiatore dovrebbe assaggiare almeno una volta.
No. “Ruskie” deriva dalla Rutenia, una regione storica oggi divisa tra Polonia, Ucraina e Bielorussia, non dalla Russia. Sono ripieni di patate e formaggio fresco (twaróg) e sono i pierogi più diffusi in assoluto.
La cena della Vigilia (Wigilia) è composta tradizionalmente da dodici portate senza carne: barszcz con uszka, pierogi di crauti e funghi, carpa fritta, e dolci come makowiec e piernik. È il pasto più importante dell’anno.
Nelle città trovi la zapiekanka nei chioschi serali (a Cracovia il posto storico è il Plac Nowy nel quartiere di Kazimierz), gli obwarzanek dai carretti in centro, e l’oscypek grigliato nelle bancarelle di montagna a Zakopane.
Ora che sai cosa ordinare, scopri cosa vedere in Polonia, scegli la tua città con il quiz o costruisci il giro con il generatore di itinerari. Tutti gli strumenti sono raccolti negli strumenti del viaggiatore.