Buona parte delle mie esperienze montanare sono per lo più focalizzate sui rilievi del Sud della Polonia. Certo da geologo ho fatto parecchio trekking sia sui rilievi siciliani che sul versante marchigiano degli Appennini. Ma dal 2002 a oggi di chilometri fra Karkonosze e Bieszczady ne ho percorsi tanti.


Su questo sito parlo di percorsi montanari fra i rilievi polacchi perché mi aspetto che ci siano italiani interessati a seguire gli stessi sentieri per poi condividerne le esperienze.

I paesaggi sono diversi da quelli italiani e per questo dovrebbero essere una interessante fonte di attrazione per chi, come me, arriva dal Bel Paese.

Su questo articolo voglio darvi alcune indicazioni sulla base della mia esperienza.

Prima di partire, oltre a consultare attentamente questo sito, è fondamentale procurarsi una buona mappa.

Negli anni ho imparato a fornirmi di quelle laminate, facilmente consultabili quando si è in marcia e resistenti alle intemperie.

Le mappe sono ben fatte, indicano i sentieri con vari colori e con la durata sia in salita che in discesa.

Fatto questo si deve stabilire se si vuole affrontare una passeggiata di un giorno o se si intende partire per un trekking di più giorni, magari affrontando percorsi di alcune settimane come il Sentiero Principale dei Beschidi o il Sentiero dei nidi d'aquila.

Montagne in Polonia - indicazioni sui sentieri


Fatto questo, è fondamentale controllare le previsioni del tempo. Anche in estate si può trovare in cima freddo e vento. È importante organizzare il proprio viaggio in base alle proprie capacità e attrezzature.

Altro parametro da considerare sono le ore di luce. In Polonia, nel periodo invernale, le giornate sono mediamente più corte che in Italia e la situazione si inverte nella bella stagione.

Per questo bisogna calcolare il tempo di percorrenza onde evitare di camminare con il buio a meno che non siate escursionisti esperti attrezzati con torce e lampade frontali.

Per una passeggiata domenicale si è soliti affrontare un percorso in cerchio con tappa su uno dei tanti rifugi (schroniska) sparsi sulle cime.

I percorsi sono molto ben segnalati e perdersi è difficilissimo ma tutto dipende dalle condizioni atmosferiche e ovviamente dal senso di responsabilità.

Sulle partenze e sugli incroci si trovano sempre le indicazioni con le distanze in termini di tempo e con il colore del percorso.

Una volta intrapreso il sentiero, si nota che il simbolo del sentiero si ripete periodicamente sui tronchi degli alberi.

Il simbolo è caratterizzato da due linee orizzontali bianche all'interno delle quali c'è il colore del percorso.

I colori usati sono:

rosso - si tratta solitamente del sentiero principale. Attraversa tutte le principali attrazioni turistiche, naturali e paesaggistiche.

blu - sentiero a lunga distanza.

verde - sentiero attraversante punti caratteristiche e di un certo interesse.

giallo - breve sentiero di collegamento o di uscita.

nero - breve sentiero di uscita.

A volte capita che sullo stesso sentiero ci siano due o più piste che si incrociano come nella foto qui sotto.

ATTENZIONE! Le regole sui sentieri non sono assolute. Funziona un po' come la lingua polacca, sono più le eccezioni che le regole!

Su alcuni sentieri si possono trovare simboli differenti come nei percorsi ciclabili o equestri.

Montagne in Polonia - simboli dei sentieri


Naturalmente si consiglia di seguire sempre i percorsi turistici segnalati e non avventurarsi in fuori pista. Questo sia per evitare di calpestare la flora del luogo per garantirne la tutela, sia per evitare incontri con animali selvatici che solitamente evitano i percorsi turistici.

Per partenze di più giorni è bene prenotare anzitempo onde evitare di non trovare posto nelle stanze. Anni fa era praticamente impossibile prendere contatti con i rifugi per cui si partiva all'avventura nella speranza di trovare un posto libero.

Molti rifugi hanno stanze da due a sedici posti ma possono esserci delle eccezioni. Comunque non c'è il rischio di rimanere fuori e di pernottare all'addiaccio, un posto sul pavimento dove mettere stuoino e sacco a pelo è garantito.

Molti rifugi sono stati rinnovati e altri lo sono tutt'ora ma in molti casi conservano il fascino di un tempo. Inutile aspettarsi cibo particolare, spesso i menu sono con i piatti di base della cucina polacca che vanno dal bigos ai pierogi, con risultati a fase alterna in base al luogo.

I contatti con il personale dei rifugi è tendente allo zero e limitati agli ordini nella zona ristorante ma ci possono essere delle piacevoli eccezioni.

Se si vuole cenare con le abitudini italiane è bene stare attenti agli orari di chiusura perché capita di trovare la cucina già chiusa alle 20.00. Ricordo che le abitudini culinarie dei polacchi sono diverse dalle nostre e ciò influisce sugli orari di servizio.

Alle 22.00 scatta dappertutto la cisza nocna, ovvero il silenzio della montagna, dopo il quale si smette di fare baldoria. L'orario riguarda anche le camere ed eventuali infrazioni sono viste molto male dagli ospiti e dal personale dei rifugi.

Se dopo quello che ho scritto siete pronti a partire, magari contattatemi tramite l'apposito modulo e condividete la vostra esperienza.