Kościelec. La piramide dei Monti Tatra.

Il Kościelec è una delle montagne più difficili da scalare sui Monti Tatra.

Un rilievo che richiede una buona esperienza su queste montagne. Inadatta per chi soffre di vertigini.

Vi racconto la mia salita sulla piramide degli Alti Tatra.

Partenza da Zakopane per Hala Gąsienicowa

L'escursione pianificata comincia e termina a Kuźnice con un'ascesa di millequattrocento metri.

Il tempo pianificato è fra le otto e le nove ore considerando le varie pause.

Il primo tratto segue quanto già raccontato nell'articolo su Hala Gąsienicowa, l'unica differenza sta nella salita tramite il Boczań lungo il sentiero blu.

Questa scelta è dovuta alle pendenze più regolari oltre a voler affrontare questo tratto in senso opposto rispetto al precedente articolo.

 

Da Hala Gąsienicowa al Karb

Dolina Gąsienicowa

 

Una volta raggiunta Hala Gąsienicowa, anziché seguire il sentiero blu per Czarny Staw Gąsienicowy, seguiamo quello in direzione di Kasprowy Wierch.

Si può affrontare da subito il sentiero nero che passa accanto alla stazione meteorologica (attenzione, non abbiamo trovato segnali) oppure proseguire per il giallo.

La segnaletica indica Świnicka Przełęcz ovvero l'incrocio che porta sulla cresta nei pressi dello Świnica, ma non è questo l'obiettivo di questa escursione.

Il sentiero nero e giallo è ciottoloso mentre i lati sono contornati da basse conifere tipiche di questa quota. Stiamo infatti camminando fra i millecinquecento e i milleseicento metri.

Passata mezz'ora di marcia, sulla sinistra si nota la seggiovia che porta a Kasprowy Wierch. Da qui in poi si passa interamente al sentiero nero.

Anche questo tratto ha pendenze alquanto contenute e si prosegue agevolmente mentre ci si addentra sempre più nella valle chiamata Dolina Gąsienicowa attorniata a sinistra dal Kościelec e di fronte dallo Świnica.

Ai bordi del sentiero appaiono i primi laghi come il Zielony Staw Gąsienicowy, questo sarà solo un assaggio del panorama che ci aspetta più avanti.

Passata un'altra mezz'ora si arriva a quota 1698 metri dove si incrocia il sentiero blu in direzione del Karb. Da qui inizia la difficile salita verso la cima del Kościelec.

Questo tratto dura mezz'ora e ha delle pendenze sempre più elevate pur non creando inizialmente difficoltà.

Salendo di quota, il paesaggio sulla valle di Dolina Gąsienicowa e sui laghi come il Długi Staw Gąsienicowy si fa sempre più nitido mentre la piramide del Kościelec prende forma sulla nostra destra.

 

Karb

Czarny Staw Gąsienicowy visto dal Karb

 

Giunti al Karb a quota 1853 metri comincia uno dei sentieri più difficili sui Monti Tatra, ovvero quello che porta in cima al Kościelec salendo lungo il suo versante occidentale.

Due cartelli scritti in polacco ci avvisano delle difficoltà del sentiero. Quello rosso indica «sentiero turistico molto difficile. Attenzione alle rocce in caduta» mentre quello verde ricorda di «non allontanarsi dal sentiero segnalato, non compiere deviazioni, non fare rumore, non rovinare niente e che ci troviamo in un parco nazionale.»

Il cartello che indica il Kościelec ci segnala una salita di circa cinquanta minuti ma prima di salire diamo un'occhiata allo strapiombo sul Karb.

Sotto si può ammirare il Czarny Staw Gąsienicowy, il lago nero in tutta la sua bellezza. Quanto dico "sotto" mi riferisco alla sensazione di trovarsi verticalmente al di sopra. Chi soffre di vertigini riceve così un assaggio di quanto si aspetta salendo.

 

Salita verso il Kościelec

Kościelec visto dal Karb

 

Quando abbiamo affrontato questo sentiero, la visibilità era pessima e le rocce erano umide dalle piogge dei giorni precedenti, per non parlare del forte vento.

Ciò ha reso la salita molto più difficile e talmente pericolosa da rendere quest'esperienza al limite.

La visibilità limitata ha da un lato rovinato il piacere dei panorami dalla cima, in compenso abbiamo evitato eventuali vertigini che sul Kościelec hanno bloccato non pochi escursionisti.

Inoltre, questo sentiero è del tutto privo di facilitazioni. Mentre per salire sul Giewont, sul Rysy, sullo Świnica e soprattutto sul difficilissimo Orla Perć ci sono parecchi aiuti fra catene, maniglie e scalette, sul Kościelec non c'è niente. È una soluzione che a me va benissimo.

Prima di compiere i primi passi, guardiamo verso l'alto. Il versante occidentale del Kościelec appare come una granitica piramide nera e inquietante. Le sue dimensioni vengono esaltate dagli escursionisti in ascesa che appaiono come delle formiche al cospetto del colosso che stiamo per affrontare.

Ci aspetta un'ascesa di soli trecento metri ma molto impegnativa.

La salita rispetta le pendenze del tratto finale prima del Karb. Salendo gli ostacoli sono sempre maggiori. Le rocce hanno una pendenza di circa trenta gradi e in alcuni tratti sono pressoché lisce.

Il primo vero ostacolo è un camino di circa otto metri su cui occorre arrampicarsi quasi verticalmente. Ogni passo deve essere ben ponderato.

Un altro passaggio ostico è uno strato di roccia inclinato e completamente liscio. Si cammina su un sottile canale creato dall'erosione mentre con la mano teniamo l'equilibro appoggiati alla roccia dalla quale scorre acqua.

Uno dei tratti più difficili si trova immediatamente sotto la cima dove occorre arrampicarsi per circa cinque metri, gli appigli nella roccia sono pochi e bisogna valutare con molta attenzione dove appoggiare i piedi.

La cima è poco ampia, quanto siamo arrivati eravamo una decina di persone, un numero maggiore avrebbe comportato dei pericoli. Purtroppo a causa della scarsa visibilità non è stato possibile scattare foto nitide.

La discesa è stata più semplice del previsto. Fondamentale è stato però avere un compagno che potesse osservare la discesa e suggerire dove poggiare i piedi e le mani scendendo in tutta sicurezza.

La durata della discesa fino al Karb è stata di circa quaranta minuti.

 

Discesa verso il Czarny Staw Gąsienicowy

Kościelec in discesa verso Czarny Staw Gąsienicowy


Giunti al Karb abbiamo proseguito lungo il sentiero nero. Con il miglioramento della visibilità è stato possibile ammirare dall'alto i laghi di Dolina Gąsienicowa a sinistra e la maestosità del Czarny Staw sulla destra.

Raggiungiamo il Mały Kościelec a quota 1863 metri e da lì comincia la discesa. La scelta di questo sentiero è dovuto proprio a questo tratto. Pur mettendo a dura prova le ginocchia in discesa, in salita sarebbe stato veramente impegnativo portandoci sul Karb già stanchi.

La discesa è un'immensa scalinata di rocce con il lago nero di fronte mentre sulla destra si può ammirare la cima del Kościelec che si allontana e l'Orla Perć dalla parte opposta dello specchio d'acqua.

Una volta giunti al Czarny Staw si ripercorre lo stesso sentiero già raccontato nell'articolo su Hala Gąsienicowa, con la differenza di aver scelto Dolina Jaworzynka come meta per la discesa fino a Kuźnice.

 

Come prepararsi alla salita sul Kościelec

Già dall'articolo si capisce che è un sentiero adatto solo a escursionisti esperti e con diverse cime alle spalle.

Nella storia del Kościelec si registrano già diversi morti per cui l'escursione va affrontata con estrema cautela.

Le previsioni del tempo vanno controllate con frequenza. Le rocce scivolose potrebbero costituire un grosso rischio e un'eventuale pioggia lungo il sentiero nero verso il Kościelec potrebbe rivelarsi una trappola mortale.

Un buon paio di scarpe da trekking è d'obbligo, vivamente consigliato il casco da arrampicata per ripararsi dalle rocce franate che possono sganciarsi a causa del flusso turistico.

I bastoncini telescopici possono essere utili in tutta l'escursione a eccezione del sentiero nero dal Karb fino al Kościelec. In questo tratto le mani devono essere libere per l'arrampicata.

Un paio di guanti da arrampicata è consigliato. Aiuta nell'appigliarsi alle rocce e protegge dal freddo che anche in estate può creare difficoltà.

In inverno ramponi, picozza e zaino anti valangha sono d'obbligo oltre a moltissima esperienza.

Come già accennato, è da scartare l'idea di salire da soli. Un compagno di supporto è fondamentale.

Assolutamente sconsigliato a chi ha poca esperienza di montagna e a chi soffre di vertigini.

 

Come classifico il livello di difficoltà

Fino a ora è stato il rilievo più difficile affrontato, infatti il Rysy sul versante slovacco, il Kriváň e il Giewont sono ben più semplici.

Questo sia per le facilitazioni presenti sugli altri sentieri che per i passaggi tecnici decisamente più complessi sul Kościelec che nelle montagne affrontate fino a ora.

 

Mappa del percorso

 

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