La valle dei cinque laghi polacchi

Dopo essere stato anni prima a Morskie Oko abbiamo deciso di visitare gli altri laghi alpini nel Parco Nazionale dei Monti Tatra.

L'obiettivo del week end è salire sul monte Rysy per cui, dopo essere stato il giorno prima sul Giewont e sul Kopa Kondracka, abbiamo optato per Dolina Pięciu Stawów Polskich, la Valle dei Cinque laghi polacchi trattandola come una semplice escursione in preparazione della cima più alta della Polonia.

Invece mi sono sbagliato perché la salita è stata più impegnativa di quanto pensassi.

Come arrivare

Valle dei cinque laghi polacchi - profilo altrimetrico

 

Da poco il parcheggio di Palenica Bałczańska va prenotato anzitempo via internet e dal sito noto che è già tutto pieno. Gli altri parcheggi sono lontani per cui decidiamo di usare i mezzi pubblici.

La decisione si rivela azzeccata, arriviamo alla stazione PKS di Zakopane e troviamo subito un autobus da venti posti per Morskie Oko. Siamo gli ultimi a salire ma non sarebbe stato un problema perché subito dietro un altro minibus è già pronto ad accogliere altri turisti.

La strada è trafficata e notiamo che alla rotonda di Polana un poliziotto fa deviare tutte le auto perché i parcheggi sono già pieni. Noi invece passiamo e dopo quaranta minuti arriviamo a Palenica Bałczańska. Il biglietto di dieci złoty a testa si paga prima di scendere.

 

Strada per Morskie Oko

Strada per Morskie Oko

 

Delirio! Non ci sono altre definizioni per la strada di montagna più frequentata in tutta la Polonia. È una processione senza santi, una calca che richiede parecchi interventi per limitarla.

Semplicemente i turisti sono troppi e per questo siamo contenti di aver scelto di salire sul monte Rysy dal versante slovacco, eviteremo gli otto chilometri fra la folla prima di una salita così impegnativa.

Abbiamo acquistato il biglietto d'ingresso per il parco via internet per evitare la fila ma serve a poco, va comunque mostrato in biglietteria, anche in questo caso sono necessari dei miglioramenti.

Ci uniamo alla processione, vediamo scolaresche, persone di ogni età e cultura e gli immancabili carretti trainati da due cavalli. Non è mia abitudine giudicare, ogni persona ha la sua storia e le sue difficoltà alle spalle, tuttavia quelle che vedo sui carri mi sembrano nel pieno delle proprie forze e perfettamente in grado di raggiungere Morskie Oko a piedi.

 

Sentiero verde

Wodogrzmioty Mickiewicza

 

Passati circa tre quarti d'ora di marcia arriviamo a Wodogrzmioty Mickiewicza, le cascate del torrente Roztoka dove i turisti si ammassano per scattare foto. Di fronte all'area attrezzata c'è l'inizio del sentiero verde.

La ripida scalinata sulle rocce sembra fatta apposta per sfoltire la fila. Chi è arrivato lì con sandali e scarpine da ballo viene scoraggiato e decide di proseguire dritto sulla strada asfaltata per l'Occhio del Mare.

Noi saliamo volentieri anche perché da quel momento il numero di escursionisti sarà ben più basso e sopportabile. L'arrivo previsto è dopo due ore e dieci minuti di marcia.

La scalinata iniziale è lunga un centinaio di metri e si prosegue sul sentiero verde in un saliscendi lungo la Dolina Roztoki, la valle glaciale dove scorre l'omonimo torrente fra i depositi morenici e i graniti degli Alti Tatra.

Siamo veloci, forse anche troppo, le salite non sono affatto impegnative ma l'escursione sul Giewont del giorno prima un po' si fa sentire.

 

Sentiero nero

Sentiero nero per Dolina Pięciu Stawów

 

Non sappiamo però che il tratto più difficile è ancora davanti a noi. Arriviamo all'incrocio con la pista nera che ci indica l'arrivo ai laghi dopo quaranta minuti.

Questo è il tratto più impegnativo perché la salita è ripida e sale a zigzag sul Wyżnia Kopa. Tuttavia lo scenario davanti a noi giustifica ogni sforzo, la valle alterna il verde della vegetazione con il grigio dei graniti mentre nuvole bianche mettono un cappello alla cima del Kozi Wierch.

 

La Valle dei cinque laghi polacchi (Dolina Pięciu Stawów Polskich)

Valle dei cinque laghi polacchi o Dolina Pięciu Stawów Polskich

 

Arriviamo al rifugio PTTK, un mix di legno e roccia in un'architettura consone alla tradizione dei Monti Tatra. Veniamo ripagati dallo sforzo con un paesaggio da sogno sull'adiacente Przedni Staw, il primo dei cinque laghi fra il Kozi Wierch, il Miedziane e i rilievi più alti sullo sfondo a confine con la Slovacchia.

La passeggiata attorno ai laghi viene preceduta dalla barretta di cioccolata di rito. L'acqua dello stagno è limpida mentre alcune trote nuotano vicino alla riva. È severamente vietato immergersi nel lago e il divieto viene rigorosamente rispettato.

Seguiamo il sentiero blu in direzione del lago principale, il Wielki Staw e camminiamo con molta calma. Di fronte a noi le nuvole si stanno diradando offrendo uno scenario piacevole per i nostri occhi e per l'obiettivo della mia macchina fotografica.

Superiamo il ponte in legno sul Roztoka in direzione del Monte Zawrat per scattare qualche foto dall'alto. Tuttavia la vegetazione copre il panorama dall'alto per cui decidiamo di scendere. Non vogliamo consumare altre forze, doveva essere una passeggiata invece rischiamo di arrivare cotti sul monte Rysy.

 

La Grande Siklawa

 

Passiamo di nuovo dal ponte e iniziamo la discesa seguendo il sentiero verde. C'imbattiamo nel Wielka Siklawa, la più grande cascata in Polonia con un'altezza di caduta di circa settanta metri sulle rocce granitiche che creano un inebriante effetto aerosol su tutta la zona.

Lo scenario è incantevole e si presta per una serie di foto. C'è chi si arrampica troppo sulle rocce per farsene scattare alcune ma è una pratica che sento di sconsigliare, sono scivolose e una sola disattenzione può costare cara.

C'è chi ha pensato di sfruttare la forza del torrente, infatti più a valle c'è una mini centrale idroelettrica con tanto di tetto coperto dalle rocce e dalla vegetazione. Pur trovandosi all'interno del Parco Nazionale dei Monti Tatra l'impatto della struttura con l'ambiente è minimo.

Noto che molti intendono raggiungere il rifugio alla Valle dei cinque laghi polacchi affrontando questo sentiero in salita, forse perché spaventati dalle pendenze di quello nero.

Non ci sono sostanziali differenze. Il sentiero nero è più ripido e in discesa sembra alquanto impegnativo per le ginocchia ma permette di raggiungere il rifugio nel minor tempo.

Il sentiero verde ha delle pendenze minori, il percorso è più lungo ma forse accessibile alla maggior parte degli escursionisti.

Torniamo a valle lungo lo stesso sentiero verde dell'andata fino a raggiungere l'ondata di turisti in discesa da Morskie Oko su quello rosso.

Arrivati al parcheggio di Palenica Białczańska troviamo subito un autobus che in trenta minuti ci accompagna a Zakopane.

 

Consigli per l'escursione

Come avrete capito il percorso per Dolina Pięciu Stawów Polskich è più impegnativa rispetto a quella per Morskie Oko. Si potrebbe considerare di classe E secondo la classificazione CAI ma è una interpretazione personale.

C'è una discreta salita che non richiede preparazione tecnica, è necessaria solo un po' di attenzione nei dintorni della cascata Wielka Siklawa per la scivolosità delle rocce.

Salite con un buon paio di scarpe da trekking, meglio se coprono anche le caviglie. Una storta può rendere complicato il ritorno per cui è bene non rischiare salendo con calzature inadeguate. Anche un paio di bastoncini telescopici possono essere di aiuto, vi aiuteranno a far lavorare tutto il corpo scaricando le ginocchia dal peso.

Non andate in auto, usate i mezzi. La prenotazione anticipata a Palenica Białczańska è stata creata apposta per evitare gli ingorghi. Gli autobus da Zakopane funzionano benissimo e con dieci złoty vi portano davanti l'ingresso del parco. A Zakopane cercate gli autobus per Morskie Oko.

Il parcheggio per l'auto costa trenta złoty per tutto il giorno senza contare lo spreco di benzina, abbastanza caro per gli standard polacchi. Inoltre nel periodo di alta stagione rimarrete nel traffico.

Portatevi da bere per tutta l'escursione e qualcosa da mangiare. Una barretta di cioccolata per recuperare energie è bene averla sempre con sé.

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Mappa dell'escursione