Czerwone Wierchy. Le cime rosse dei Tatra Occidentali

I Czerwone Wierchy sono i moschettieri dei Monti Tatra. Quattro cime fra i duemila e i duemilacento metri spesso affrontate dai turisti per i suoi splendidi panorami.

Un'escursione lunga ma piacevole per gli amanti della montagna. Vi racconto la mia esperienza in una splendida giornata di sole nei primi di Settembre.

Czerwone Wierchy. Origine del nome

Emilio sulla cima dei Czerwone Wierchy

 

La traduzione di Czerwone Wierchy in italiano è «cime rosse».

Il nome deriva dallo Juncus trifidus, una pianta presente sulle sue cime che in autunno si colora di una tinta rossa tendente al marrone.

Per questo il periodo fra la fine dell'estate e i primi periodi autunnali è quello preferito da molti escursionisti per raggiungere le quattro cime.

 

Partenza per i Czerwone Wierchy. Da Dolina Kościeliska al Ciemniak

Zadnia Kopka a Dolina Kościeliska

 

L'escursione pianificata ha una durata di quasi nove ore per una lunghezza di venti chilometri e un'ascesa di milleduecento metri.

L'ascesa dovrebbe considerarsi però di ben millecinquecento metri perché questa escursione prevede la salita su quattro cime adiacenti una all'altra.

La partenza è pianificata da Kiry dove si trova l'ingresso per Dolina Kościeliska.

Una volta mostrato il biglietto d'ingresso acquistato online che ha permesso di evitare una lunga fila, percorro il sentiero verde iniziale adiacente al torrente Kirowa.

Proseguendo, il sentiero si divide in due. Chi vuole visitare la valle come raccontato su questo articolo prosegue a destra superando il ponte di legno lungo il sentiero verde.

Per raggiungere i Czerwone Wierchy occorre invece proseguire in salita lungo il sentiero rosso più a sinistra. La segnaletica indica tre ore e cinquanta minuti per raggiungere i Czerwone Wierchy.

Passati cinque minuti di marcia, la segnaletica indica di svoltare a destra attraversando un altro ponte di legno. Questo sarà il punto in cui si chiuderà il circuito a fine escursione.

Da qui comincia il tratto più duro. La salita è da subito ripida. Si cammina su un'alternanza di pietrisco e rocce trasportate dall'acqua ma dopo un'ascesa di duecento metri si prosegue su un terreno più duro dovuto alla scalinata in roccia.

Gran parte del sentiero si trova immerso nella foresta ma non mancano aperture da dove ammirare la cima calcarea dello Zadnia Kopka.

Il primo obiettivo simbolico è Upłaziańska Kopka, un affioramento calcareo situato a quota 1457 metri.

Upłaziańska Kopka

 

Si tratta di un caratteristico punto di ristoro in cui la foresta si va diradando e da dove si possono godere i primi panorami delle cime. Sulla sinistra si può già ammirare la forma caratteristica del Giewont. Sarà un punto di riferimento durante tutta l'escursione.

Dai millecinquecento metri in poi la foresta lascia spazio a un terreno roccioso mentre la cima del Ciemniak, quella più occidentale dei Czerwone Wierchy, si mostra di fronte a noi.

Le pendenze sono costanti senza alcun avvallamento. In tre ore e cinquanta di marcia raggiungiamo Chuda Turnia a quota 1858 metri. Da questo punto parte il sentiero verde che porta a Dolina Kościeliska attraverso Dolina Tomanowa.

A noi mancano ancora mezz'ora di marcia lungo il sentiero rosso.

Salendo si può ammirare, sulla propria destra le cime della parte più occidentale dei Monti Tatra a cominciare da Kominiarski Wierch. Sulla sinistra fa impressione lo strapiombo calcareo di Kozi Grzbiet mentre il Giewont viene sempre più coperto dal Wielka Turnia.

Il Ciemniak, raggiunto nei tempi prestabiliti, si trova a quota 2096 metri lungo il confine con la Slovacchia.

La cima è rocciosa e ampia, da subito apparte punto ideale per recuperare le energie dopo lo sforzo della salita.

Di fronte, sul versante meridionale, spiccano le elevate cime dei Tatra slovacchi e da dove si può riconoscere la cima del Kriváň.

 

Dal Ciemniak al Krzesanica

Krzesanica, la cima principale di Czerwone Wierchy

 

Da qui comincia l'escursione lungo la cresta dei Czerwone Wierchy.

L'intero tratto giace sulla linea di confine fra Polonia e Slovacchia riconoscibile dai paletti in cemento bianchi e rossi.

Il sentiero da seguire rimane quello rosso. Per raggiungere la cima del Krzesanica occorrono solo quindici minuti con una rapida discesa seguita da una breve salita.

Occorre prestare molta attenzione allo strapiombo sul Kozi Grzbiet. Soprattutto in caso di scarsa visibilità, è importante seguire con estrema attenzione il sentiero.

La cima del Krzesanica è la più alta dei Czerwone Wierchy con i suoi 2122 metri. Ciò che la caratterizza sono i tanti cumuli di roccia posti dai turisti che superano anche il metro d'altezza.

 

Dal Krzesanica al Małołączniak

Cima del Krzesanica

 

Il sentiero rosso prosegue verso Est. L'avvallamento fra le due cime è meno pericoloso del precedente.

Chi ha la fortuna di trovare bel tempo, può notare in maniera sempre più evidente l'osservatorio meteorologico di Kasprowy Wierch, la cima dello Świnica, il Kościelec e il difficile sentiero dell'Orla Perć.

Il Małołączniak si trova a quota 2096 metri così come il Ciemniak. Dal Małołączniak parte il sentiero blu che porta a valle fino a Przysłop Miętusi e Dolina Kościeliska.

 

Dal Małołączniak a Kopa Kondracka

Małołączniak, cima di Czerwone Wierchy

 

La discesa è più lunga delle precedenti e non comporta particolari difficoltà tecniche.

Il Kopa Kondracka è la cima più a Est dei Czerwone Wierchy e si trova a quota duemilacinque metri.

Si tratta dell'unica cima provvista di una segnaletica con riportato il suo nome. Per questo i turisti si fermano spesso per una foto ricordo a testimonianza dell'obiettivo raggiunto.

 

Discesa verso Dolina Małej Łąki

Emilio mentre indica lo Świnica

 

Terminato il sentiero lungo i Czerwone Wierchy, comincia la discesa.

Optiamo per il sentiero giallo verso il Giewont come già raccontato in questo articolo. Questa volta il sentiero viene affrontato a ritroso.

Il Giewont si trova di fronte e nei giorni di elevato flusso turistico si può notare la solita fila per raggiungere la cima con l'enorme croce in acciaio.

Per chi ha affrontato i Czerwone Wierchy, l'idea di aggiungere il Giewont all'escursione potrebbe essere stuzzicante. Tuttavia bisognerebbe aggiungere un'altra ora di camminata senza considerare l'eventuale elevato flusso turistico che comporta una certa attesa lungo la via attrezzata con le catene.

Il mio consiglio è quello di salire sul Giewont in un'altra occasione anche perché si aspetta ancora una lunga discesa.

Raggiunta infatti Kondracka Przełęcz dopo quarantacinque minuti occorre scendere a sinistra sempre lungo il sentiero giallo. A sinistra spicca l'affioramento del Mnich Małołącki che può ricordare la più famosa cima ambita dai migliori scalatori amanti dei Monti Tatra.

La discesa è molto ripida, le rocce sono spesso sconnesso e lisce a causa delle acque che scorrono dalle cime. In caso di rocce bagnate dalla pioggia, la discesa può rivelarsi insidiosa, per questo occorre proseguire con molta cautela.

La discesa fino a Dolina Małej Łąki dura un'ora e mezzo. Le ginocchia possono riposare dalla fatica entrando in una valle che nel periodo estivo accoglie i turisti con un mix di colori dovuti alla vegetazione.

 

Raggiunta Wielka Polana Małołącka occorre svoltare a sinistra seguendo le indicazioni per il sentiero nero «Ścieżka nad Reglami». Il primo tratto è in salita per poi cominciare una lieve discesa fino a Przysłop Miętusi.

Da qui si può proseguire a destra lungo il sentiero rosso in direzione di Nędzówka, tuttavia la salita di fronte, dopo otto ore di marcia, è poco invitante per cui opto per quello nero in discesa verso Dolina Kościeliska.

Il tratto è interamente in discesa e in quaranta minuti riporta al ponte da cui abbiamo intrapreso il sentiero rosso.

Si chiude l'escursione a Dolina Kościeliska in direzione del parcheggio di Kiry.

 

Come prepararsi a salire sui Czerwone Wierchy

Quest'escursione non presenta alcuna difficoltà tecnica ma, data la lunghezza e la notevole ascesa, va affrontata da chi ha già esperienza escursionistica ed è in ottimo stato di forma fisica.

I bastoncini telescopici sono vivamente consigliati e possono essere utilizzati lungo l'intera escursione. Soprattutto nel tratto in discesa lungo il sentiero giallo si sono rivelati fondamentali per mantenere l'equilibrio sulle rocce lisce e umide.

Le scarpe devono essere da trekking, meglio se coprono le caviglie. Vivamente sconsigliate le scarpe da tennis.

In inverno l'escursione va affrontata con i ramponi. I ramponcini turistici non sono adatti.

Nel periodo invernale le giornate sono molto corte, per cui chi intende affrontare questa escursione deve essere fornito di torce per orientarsi nel buio.

Prima di partire, occorre assicurarsi delle condizioni del tempo su Kasprowy Wierch. In caso di cattivo tempo, è meglio spostare l'escursione.

 

Percorsi alternativi per i Czerwone Wierchy

La scelta di questo percorso è legata all'esigenza di chiudere in circuito. Questa è una soluzione comoda per chi ha lasciato la macchina parcheggiata e vuole facilmente recuperarla.

Una valida alternativa è la chiusura a Kuźnice seguendo il sentiero blu per Hala Kondratowa o quello rosso per Dolina Strążyska come raccontato sull'articolo legato al Giewont.

 

Mappa del percorso per i Czerwone Wierchy

 

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